Tutto l'evangelo Adi 8x1000 - 2015
Home | Forum | Newsletter | Audio mp3 | Scuola Domenicale | Eventi | Foto | Link
Inserisci il tuo indirizzo Iscrivimi Cancellami Leggi arretrati Leggi arretrati
L'angolo del Pastore
Nato di nuovo
Letture
Studi biblici
Meditazioni
Pensieri
Attualità
Pionieri
Bibbia online

Emittenti TV Cristiani Oggi

Il messaggio della settimana in mp3

Le frequenze di radio evangelo

La nostra comunità

Testimonianza PentecostaĆ²e

Chi siamo

Le nostre attività

Turno campeggio 2017

Giornalino L'informatore Evangelico

:: Trasformati per Servire — Lezione 7

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio,
a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio;
questo è il vostro culto spirituale.”
Romani 12:1

Testo di lettura: Romani 12:1-16
L’esistenza cristiana è anche vita di consacrazione. A Cristo per primo dobbiamo ogni cosa ed è per questo che la vita offerta a Lui come sacrificio vivente è la sola risposta adeguata a Colui che ha fatto così tanto per noi.
In secondo luogo, partecipare alla vita e al servizio della comunità locale è un modo efficace per adempiere i nostri doveri verso Cristo, dato che la Chiesa è il Suo Corpo. Dobbiamo trovare il nostro posto nella comunità e servire gli altri membri del corpo di Cristo.
Non sì può, infine, trascurare l’obbligo che abbiamo nei confronti del mondo intorno a noi. Abbiamo il compito di fare conoscere Gesù a coloro che sono perduti e per i quali Egli è morto.
    I. Consacrati a Dio Romani 12:1
La consacrazione del “corpo”, come menzionato nel testo di Romani 12, indica l’intera persona ed evidenzia l’importanza sia dell’aspetto interiore, in particolare della volontà 1 Corinzi 6:20, sia di quello esteriore 1 Corinzi 11:4-5; 1Pietro 3:3-4; Marco 5:15; Giacomo 2:2.
Il credente è chiamato, in seguito alla rigenerazione, a vivere, non una vita teorica o teologica, ma pratica. La dottrina ricevuta si trasforma in vita vissuta alla gloria di Dio. L’esortazione data al credente è di donarsi, offrirsi, dedicarsi, essere strumenti nelle mani di Dio Romani 6:13,19. Gli elementi distintivi del carattere cristiano si evidenziano nella sua consacrazione, nella sua devozione e nella sua condotta.
Le parole usate da Paolo possono essere comprese alla luce del sistema sacrificale dell’Antico Testamento, una differenza però c’è: saremo graditi al Signore non come degli “animali morti” ma come “esseri viventi” arresi a Lui.
Il nostro culto a Dio non può essere meccanico o senza riflessione. Il termine culto “spirituale” (altri traducono razionale) richiede un coinvolgimento profondo, è l’adorazione del cuore, il frutto di un atteggiamento che esprime spontaneità e volontarietà e non semplici atti cerimoniali esteriori come quelli proposti dalla religione giudaica. Questo tipo di culto è il risultato dell’offerta di una mente, di un cuore e di un corpo rinnovati.
    II. Non conformati al mondo Romani 12:2
Dio esorta il credente a non conformarsi agli usi e ai costumi tipici del mondo. Il verbo “conformarsi” fa riferimento a una manifestazione esteriore che non riflette la realtà interiore, come quando si indossa una maschera. Paolo esorta i credenti di Roma a manifestare esteriormente la natura interiore redenta, non una sola volta, ma sempre cfr. 2 Corinzi 3:18; Efesini 5:18. Attenzione quindi ad non allinearci, adeguarci e uniformarci al presente secolo, occorre invece mantenere una chiara e sostanziale distinzione, non apparente, tra il credente ed il mondo 2 Corinzi 6:14-18; 1Pietro 4:2-4. Il non conformarsi è un requisito per poter scoprire e realizzare la volontà di Dio per la propria vita.
    III. Collocati nel corpo di Cristo Romani 12:3-8
La salvezza non solo ci dona una nuova vita in Cristo Gesù ma anche in una nuova collocazione, diventiamo ci porta a far parte di un organismo vivente. Questa verità porta con sé alcune implicazioni:
  • Abbiamo tutti un lavoro da compiere e nessun può tirarsi indietro dalla propria responsabilità. Non si può essere negligenti, pigri o indifferenti e allo stesso non ci si può credere superiori agli altri. Pur essendo differenti l’uno dall’altro siamo ugualmente importanti, non abbiamo la stessa funzione ma l’obbiettivo è unico; il buon funzionamento del corpo. Il corpo richiede che tu faccia la tua parte interamente Romani 12:11-13.
    • Sei Zelante? Cioè, mostri un sano impegno e entusiasmo nel servizio cristiano?
    • Sei fervente? Cioè, non tiepido né freddo ma “infuocato” per Dio Atti 18:24-25?
    • Sei perseverante nella preghiera? Sei impegnato ad intercedere per altri?
    • Provvedi alle necessità dei santi? Tito 3:13,14; Galati 6:10?
    • Sei ospitale? 1 Pietro 4:9
  • Apparteniamo gli uni agli altri. Esiste un legame, un affetto, una considerazione altrui. Chi non ama una parte del proprio corpo? Quando ami un fratello non fai altro che amare una parte di te stesso. Un amore sincero ed un affetto fraterno elimina le simulazioni, le falsità e le sdolcinatezze 2 Samuele 20:9,10; Salmo 55:21 frena l’esaltazione di sé stessi e spinge il credente a dare ai fratelli nella fede l’onore ed il rispetto che giustamente meritano Filippesi 2:3,4; Romani 12:9,10. Un amore sincero elimina le pretese di ricevere onore da parte degli altri, in quanto non crediamo di meritarlo Romani 12:16.
  • Nel concludere, è importante comprendere che per poter offrirci a Dio come dei sacrifici viventi dobbiamo prima morire a noi stessi “…ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi.” Romani 6:13.

    Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

    Scarica Audio mp3
    Formato pdf
    Visualizza libro animato da sfogliare




    Chi siamo | Dove siamo | Mappa del sito | Diritti d'autore

    © www.tuttolevangelo.com 2002 - 2017 - Tutti i diritti sono riservati. È vietata ogni riproduzione anche parziale.
    WEBMASTER - Direttore direttore@tuttolevangelo.com
    Powered by FareSviluppo.it