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:: Tutto in Cristo — Lezione 9


“Guardate che nessuno faccia di voi sua preda con la filosofia
e con vani raggiri secondo la tradizione degli uomini e gli elementi del
mondo e non secondo Cristo ... voi avete tutto pienamente in lui”

Colossesi 2:8,10

Testo di lettura: Colossesi 2:1-23
Il cristianesimo corre sempre il rischio di dimenarsi tra due tragici estremi: il materialismo ed il formalismo. La chiesa di Colosse come anche quella di Laodicea navigavano in questo pericolo e Paolo affronta alcune eresie volendo ribadire delle importanti verità.
    1. Filosofia invece del pensiero di Cristo
Vi è in molti la pericolosa tendenza di far diventare il cristianesimo una semplice filosofia sostituendo la Bibbia con il raziocinio umano o la psicologia. I credenti di Colosse, alcuni di loro, sono diventati prima dei filosofi e poi dei cristiani, oppure abbracciavano concetti e principi cristiani solo lì dove la filosofia permetteva loro di arrivare. Cristo non era più al centro dei loro pensieri e cuori, hanno fatto del loro sistema intellettuale un idolo. I loro tesori di sapienza e conoscenza non risiedevano in Cristo ma in loro stessi: “in tradizioni di uomini”. La sapienza che possedevano era “quella delle parole” non possedevano però la verità 2 Timoteo 3:7.
La Scrittura esorta a stare in guardia contro i pericoli di un sistema filosofico e contro pratiche legalistiche che ne derivano. Infatti i credenti si lasciarono influenzare dai giudaizzanti, i quali ponevano enfasi su rituali.
    2. Cerimonie invece della grazia di Cristo
Alcuni falsi insegnanti sostenevano che pur salvati per grazia, i cristiani avrebbero dovuto osservare i rituali dell’Antico Testamento.
Esistono nell’Antico Testamento tre tipi di leggi:
  1. Le leggi cerimoniali (circoncisione, sacrifici e feste…) Esse sono venute meno. Erano “ombre” dei futuri beni, figura di Cristo, della Sua persona e della Sua opera Ebrei 10:14; Colossesi 2:16,17.
  2. Le Leggi civili. Il credente rispetta le leggi dello Stato in cui vive con un unico limite, quello della coscienza guidata dalla Parola di Dio Levitico 13:1,2; Romani 13:1
  3. La legge morale, condensata nei 10 comandamenti Esodo 20; Romani 13:8-10. Essa riflette il carattere di Dio e mostra in sintesi, che cos’è il frutto dello Spirito Santo Matteo 22:36,40 questa non verrà mai meno.
Cristo ha adempiuto la legge Matteo 5:17 e con la sua morte ci ha liberati non soltanto dalla condanna, ma anche dalle osservanze legalistiche Romani 14:5-8. Il credente è completo in Cristo ed è stato pienamente accettato da Lui.
Il loro legalismo li ha privati di sentire Dio vicino, non credevano possibile accostarsi direttamente al Padre e neanche avvicinarsi direttamente a Cristo, quindi crearono una gerarchia di vari intercessori altrimenti per loro era impossibile adorare. La realtà invece era il contrario: Colossesi 2:19; 3:3.
    3. Misticismo invece di vera spiritualità
Fra i colossesi si praticava un misticismo che enfatizzava una presa di coscienza di un’interiorità spirituale personale. Quindi attraverso la meditazione contemplativa ci si scava dentro sé stessi per scoprire questa fonte interiore di rivelazione e verità. Ci si esaltava quindi di visioni, rivelazioni del tutto personali che non erano altro che frutto delle proprie fantasie. Camminando in questa luce interiore dicevano di sentire e vedere angeli che comunicavano con loro insegnamenti e quant’altro. Tutto ciò esaltava l’ego e non l’illuminazione dello Spirito Santo che innalza la persona di Cristo, le sue parole e la rivelazione storica della Scrittura. Cristo doveva essere contemplato, adorato e al centro dell’attenzione di ognuno Colossesi 1:13-15,21-22,27-29; 2:6,7; 3:11,15-17. È nell’aprirsi allo Spirito della verità che l’uomo è liberato dall’inganno dell’errore 2 Tessalonicesi 2:9-14.
    4. Privazioni fisiche invece di rendimento di grazie
Quei colossesi che caddero nell’errore inculcavano una severità nel campo della privazione di alcuni beni materiali e un odio nei confronti dello stesso corpo. Sono arrivati a vedere il corpo come un nemico e così anche il mondo fisico intorno a loro. Il credente è invece incoraggiato di avere fede che la potenza dello Spirito Santo santifichi il nostro corpo mortale. La vita è un dono di Dio come lo è anche il corpo e abbiamo l’obbligo di curarlo e di tenerlo pulito in attesa del ritorno di Gesù 1 Giovanni 3:3. Non va maltratto ma è un mezzo per poter ricevere, custodire e utilizzare le preziose benedizioni di Dio con sobrietà e ringraziamento 1 Timoteo 4:3-5. Il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo e lo usiamo per glorificare Dio Colossesi 3:17. Invece di far soffrire il corpo è meglio saperlo usare per il bene e non per il male.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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