Tutto l'evangelo Adi 8x1000 - 2015
Home | Forum | Newsletter | Audio mp3 | Scuola Domenicale | Eventi | Foto | Link
Inserisci il tuo indirizzo Iscrivimi Cancellami Leggi arretrati Leggi arretrati
L'angolo del Pastore
Nato di nuovo
Letture
Studi biblici
Meditazioni
Pensieri
Attualità
Pionieri
Bibbia online

Emittenti TV Cristiani Oggi

Il messaggio della settimana in mp3

Le frequenze di radio evangelo

La nostra comunità

Testimonianza PentecostaĆ²e

Chi siamo

Le nostre attività

Turno campeggio 2017

Giornalino L'informatore Evangelico

:: Un luogo di rifugioLezione 9


"Dio è per noi un rifugio ed una forza,
un aiuto sempre pronto nelle distrette".

Salmo 46:1

Testo di lettura: Numeri 35:6-34
    1. La designazione delle sei città di rifugio
Entrando nella terra promessa le tribù non dovevano scegliersi la terra, questa era già stata suddivisa dal Signore e donata loro come eredità. L’eredità della tribù di Levi era il Signore stesso e il sevizio del Tabernacolo doveva essere il loro impegno continuo Numeri 18:20-21. Per questi motivi non sono entrate a fare parte della spartizione della terra
Fu stabilito però, che i leviti abitassero in quarantotto città e che il terreno intorno servisse come pascolo per il loro bestiame. Tutto il popolo d’Israele doveva partecipare ai Leviti parte dei loro beni così essi potessero condurre una vita normale come le altre famiglie del popolo.
Fra queste 48 città assegnate ai Leviti, sei furono designate come “città rifugio”. Le sei città dovevano essere suddivise fra le due sponde del fiume Giordano Numeri 35:14; Deut. 4:43; Gios. 20:7,8. Si chiamavano Kedes, Sichem, Kiriath-Arba, Betser, Ramoth e Golan. Offrivano e garantivano protezione legale per chi avesse ucciso qualcuno involontariamente. Dio, che è misericordioso, non volle lasciare l’omicida senza riparo dal vindice di sangue.
    2. Il “vindice di sangue
Il “vindice del sangue” era un parente prossimo, che aveva il diritto, e sarebbe stato a posto con la legge, di vendicare la morte delle vittime solo se l’omicida si fosse trovato fuori delle città di rifugio. Le città erano facilmente accessibili a tutti, e per questo motivo, essendo dunque ben distribuiti e facilmente visibili, se l’omicida veniva ucciso, ciò non era dovuto alla mancanza di un rifugio vicino ma perché non se n’era avvalso.
Alla luce del Nuovo Testamento potremmo suggerire che il vendicatore rappresenta la Legge, la quale non può salvare, ma ha il potere di inchiodare gli uomini alle proprie responsabilità Romani 3:9,10. Se l’uomo è disponibile a cercare il perdono di Dio e il suo aiuto sarà salvato, chi non vuole credere è già condannato.
    3. Il criterio di giustizia usato nelle città di rifugio
Una volta accolto in città, l’omicida veniva sottoposto ad un’inchiesta. Egli doveva fornire le proprie giustificazioni e, soltanto in caso di incidente involontario non sarebbe stato messo a morte. Le città di rifugio servivano per proteggere l’individuo dalla vendetta indiscriminata in attesa di un processo in cui fosse riconosciuta la giustizia.
In nessun modo incoraggiava i delitti premeditati offrendo la speranza di impunità a degli assassini. Difatti se qualcuno fosse stato trovato colpevole, sarebbe stato consegnato al vindice di sangue per essere giustiziato. Quindi le città di rifugio non offrivano riparo all’omicida volontario, ma soltanto agli Israeliti o agli stranieri che avessero ucciso un uomo involontariamente. In questo notiamo che agli occhi di Dio le motivazioni sono di estrema importanza per determinare la natura di un atto 1 Giovanni 3:15
    4. La salvezza assicurata all’interno della "città di rifugio"
Dopo avere raggiunto una città di rifugio, il fuggitivo poteva stare tranquillo e godere la protezione accordatagli dalla legge divina; nessuna spada vendicatrice avrebbe potuto raggiungerlo. Prima di entrare in città egli sicuramente aveva motivo di essere assalito da dubbi e timori, ma una volta dentro si sentiva al sicuro e poteva persino uscire come uomo libero, senza incorre nella vendetta del vindice del sangue, fino alla morte del Sommo sacerdote. Grazie alla morte di Gesù Cristo, il nostro sommo Sacerdote abbiamo ottenuto una vera libertà Giovanni 8:36.
Le città di rifugio ci ricordano il mezzo della salvezza, che la grazia di Dio ha provveduto per tutti i peccatori, nessuno escluso. Questa però è la grande differenza tra Gesù e le città di rifugio: le città accoglievano “gli innocenti”, coloro che hanno ucciso inconsapevolmente, Cristo accoglie tutti i colpevoli Gesù è il nostro rifugio dai pericoli, dalla forza del peccato e dalla condanna della Legge divina, Il Signore rende possibile la salvezza e il perdono per ogni uomo Atti 2:21; Romani 5:18; Tito 2:11; 2Pietro 3:9.
Fintanto che rimaniamo in Cristo ci sarà garantita la vita Ebrei 3:14. Se invece lasciamo il nostro rifugio ci esponiamo alla morte. Abbandonare il riparo sicuro in Cristo è come chiedere al diavolo di trascinarci nuovamente nel male e nella depravazione. È un grande dolore morire nel peccato specialmente dopo avere conosciuto la salvezza in Gesù 2 Pietro 2:20-22. Rimaniamo saldi e fermi nel Signore Ebrei 10:37-39.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

Scarica Audio mp3
Formato pdf
Visualizza libro animato da sfogliare 10" Lezione >>>>




Chi siamo | Dove siamo | Mappa del sito | Diritti d'autore

© www.tuttolevangelo.com 2002 - 2017 - Tutti i diritti sono riservati. È vietata ogni riproduzione anche parziale.
WEBMASTER - Direttore direttore@tuttolevangelo.com
Powered by FareSviluppo.it