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:: Una provvidenza sopranaturale
    Giovanni 6:1-14

Il capitolo 6 di Giovanni rivela Gesù: "il pane sceso dal cielo" pronto a saziare la fame spirituale presente nell’uomo.
Inizia con una grande moltitudine intorno al Signore per poi concludere con molti dei suoi discepoli che si tirano indietro dal seguirlo. Tutto questo per evidenziare che le folle cercano miracoli ma i veri discepoli istruzione. I miracoli rendono le persone popolari mentre l’insegnamento o chi insegna la Parola di Dio meno popolare Giovanni 6:60-66.
    I.    Compassione di Cristo
Quest’episodio biblico è menzionato in tutti i 4 vangeli. Ribadito più di una volta dallo Spirito Santo perchè č un evento molto importante da ricordare.
Nel racconto di Matteo e Marco viene detto specificamente che Gesù ebbe compassione delle folle, in Giovanni è soltanto sottointeso Matteo 14:14; Marco 6:34. Lo Spirito Santo in questo rimane fedele nel rispettare lo scopo principale per cui i vari vangeli sono stati scritti.
Matteo evidenzia come il Messia d’Israele è molto vicino al suo popolo, mentre il riferimento in Marco dimostra come il servo per eccellenza di Dio si identifica con le necessità e le sofferenze di coloro che Egli è venuto a servire. Non è menzionato in Giovanni perché Gesù viene presentato nella sua divinità e gloria, "colui che è al disopra dell’uomo e delle sue esigenze ma che è l’unico in grado di sollevarlo nei suoi problemi".
Gesù compassionevole agisce per aiutare l’uomo, nonostante egli è consapevole, dei loro motivi poco nobili. Il Signore, pur conoscendo il cuore dell’uomo, vuole fare loro del bene con la speranza che essi si ravvedono e comprendono il loro vero bisogno della compassione di Dio, che non è soltanto ricevere benefici materiali ma soprattutto ricevere la vita eterna e la salute dell’anima.
    II.    Calcoli fatti senza Cristo
La fede di Filippo viene messa alla prova, Gesù si rivolge a questo discepolo per vedere come avrebbe reagito. Di fronte a certe situazioni, ribadire che non esistono soluzioni non richiede fede. Filippo ha fatto dei giusti calcoli dal punto di vista umano, il suo ragionamento era più che giusto: "duecento denari di pane, non possono bastare perché ciascuno ne riceva un pezzetto". Il problema è che ha parlato escludendo Cristo dal contesto. La stessa cosa possiamo dire di Andrea, egli tenta di trovare tra la folle qualche soluzione per poi ribadire che al presente fra loro c’era solo: "la colazione di un ragazzo che non poteva certamente risolvere il problema".
Usare un linguaggio che esclude: Cristo, i principi della Sua Parola e l’infinità della Sua potenza, sono errori che spesso anche il credente commette. Si arriva a certe conclusioni solo su basi umani, per sottolineare concetti carnali, per soddisfare interessi personali, a volte non ci si crede perché non si vuole credere e non si vuole accettare quello che è il pensiero di Dio o ciò che lui vuole fare.
Non rifiutiamo la possibilità di agire di Dio, solo perché certe situazioni ci sono comode e non dubitiamo che Dio può fare ciò che per noi sembra impossibile Genesi 18:14; Geremia 32:17. Dinanzi alle situazioni della vita che si presentano vogliamo che il nostro cuore evidenzia una speranza incrollabile in un Dio che può fare tutto.
    III.    Un Comando di Cristo
Una volta che Andrea presente il ragazzo con i cinque pani e due pesci a Gesù, il Signore prende il comando della situazione, e comanda la folla di accomodarsi per terra. Per provvedere in modo soprannaturale Gesù ha dovuto avere il controllo completo della situazione. Dio ci aiuti a non interferire con i programmi di Dio ma umiliarci alla sua presenza e lasciare fare a Lui Giobbe 38:1-3; 40:1-5.
Gesù vuole provvedere per la folla, sono come dei pellegrini stanchi a cui Dio vuole dare riposo e sollievo. La presenza di Gesù è fonte di nutrimento per i nostri cuori lungo il nostro cammino cristiano. Egli ci fa risposare in verdeggianti pascoli quando si presenta la necessità e sa cibare i nostri cuori.
Nella vita del credente le prove non mancheranno e alcune prove ci sembreranno insuperabili, però sono quei momenti in cui possiamo aspettare di vedere la gloria di Dio all’opera a favore di coloro che confidano in Lui 1 Corinzi 10:9-13.
    IV.    Un atto Creativo di Cristo
La moltiplicazione dei pani è stata un atto creativo di Gesù, una quantità di cibo inesistente è stato chiamato in esistenza Romani 4:16-18. La preghiera di Cristo è stata efficace e la Sua intercessione è ancora oggi per ciascuno di noi. Egli è pronto di donare ai suoi figli ogni benedizione spirituale Efesini 1:3. Siamo invitati dalla Parola di Dio di mettere, in ogni situazioni, i nostri pesi nelle mani di Dio Salmi 55:22; 1Pietro 5:7.
Le opere che Dio compie sono più che sufficienti e saziano davvero ogni esigenza umana, la sua è stata una provvidenza totale. Le sue benedizioni sono anche preziose e vanno servite con attenzione e cura e non vanno dispersi né sciupate Giovanni 6:12. Dio, opera in maniera abbondante, vuole per la sua chiesa abbondanza di gioia e darle una vita ad esuberanza Giovanni 6:13; Giovanni 10:10.
    V. Il corpo spezzato di Cristo
n questo miracolo come in quello di Cana, dove l’acqua fu trasformata in vino, non possiamo far a meno di vedere l’opera della croce. Il sangue sparso di Cristo e il Suo corpo spezzato, danno all’uomo i mezzi indispensabili, per realizzare la presenza di Dio nel cuore ed essere saziati appieno nell’anima.
Le folle di oggi hanno bisogno dell’opera redentrice del calvario. Quando l’uomo si identifica, non nei miracoli di Gesù, ma nella croce di Gesù, egli trova la vita eterna Giovanni 6:53-58.





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