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Uzzia: Il pericolo dell’orgoglio - Lezione 11


“La superbia precede la rovina, e lo spirito altero precede la caduta.”
Proverbi 16:18

Lettura biblica: 2 Cronache 26:1-23
Uzzia era conosciuto anche con il nome di Azaria 2 Re 15:1-7. Suo padre, il re Amasia, iniziò bene il suo regno ma, allontanatosi dal Signore, fu assassinato 2 Cronache 25:27. Purtroppo anche Uzzia avrebbe rovinato, nel corso degli anni, il suo rapporto con Dio. Aveva soltanto sedici anni quando salì al trono e vi rimase per 52 anni.
    Due elementi positivi
La chiave di lettura dell’intera vita di Uzzia è il 2 Cronache 26:5. È evidente che iniziò bene il suo regno facendo ciò che era giusto agli occhi di Dio. Lo scrittore chiarisce che questa prosperità e i successi avuti nel campo militare, spirituale ed economico erano il risultato della benedizione di Dio. Finché cercò il Signore egli prosperò. Bisogna aggiungere un altro elemento importante: la sana influenza che Zaccaria ebbe sulla vita del re. Uzzia pur avendo buoni proposti, aveva bisogno di qualcuno che lo guidasse. Il Signore, allora, gli mise a fianco Zaccaria per consigliarlo e incoraggiarlo.
Quindi due elementi importanti nella vita del credente sono: una ricerca diligente del Signore (2 Cronache 15:2)ed essere circondati da buone e sane compagnie. Mi soffermo sul sentire il bisogno del sostegno fraterno. Restando vicini alla fratellanza saremo incoraggiati ed edificati Atti 9:26-28; Ebrei 10:25. Attenzione alle compagnie di persone sbagliate, tenere vicino uomini che non hanno il senso delle cose di Dio ci condurrà allo sviamento dalla verità Proverbi 13:20; 1Corinzi 15:33; 2Tessalonicesi 3:6.
Se frequentiamo persone sbagliate il nostro modo di percepire la realtà delle cose potrà essere erroneamente condizionato. C’è un esempio nell’Antico Testamento che illustra questo pericolo 2 Samuele 10:1-5.Il credente non solo deve fare attenzione a non lasciarsi influenzare negativamente ma deve avere una buona influenza sugli altri Matteo 5:13-16.
Anni fa il governo comunista cinese assunse uno scrittore per redigere una biografia sulla vita di Hudson Taylor con lo scopo di distorcere dei fatti intorno alla vita di questo missionario molto stimato in Cina. Volevano screditare il ricordo di questo uomo consacrato dell’evangelo. Mentre lo scrittore faceva le sue ricerche rimaneva sempre più impressionato positivamente dal carattere e dallo stile di vita di Taylor rendendo il compito ricevuto molto difficile da eseguire. La sua coscienza gli impediva di scrivere ciò che gli altri chiedevano. Infine, anche a rischio della sua stessa vita, rinunciò a scrivere quella biografia e da ateo divenne un cristiano accettando Gesù come suo personale Salvatore.
    Due atteggiamenti opposti
La prima parte della vita del re Uzzia fu vissuta in umiltà dipendendo totalmente dal Signore. Quest’atteggiamento fu premiato da Dio Giacomo 4:6.Nel momento in cui non visse più vicino a uomini consacrati e cominciò a considerare la sua prosperità raggiunta, il suo cuore si insuperbì 2 Cronache 26:15. Purtroppo questa è un’inevitabile tendenza quando esiste troppo benessere materiale e prosperità temporanea Deut. 8:11-17. È un pericolo per tutti ritenersi “arrivati” e forti abbastanza da farcela da soli, la Bibbia c’insegna e ci ricorda quanto abbiamo bisogno del Signore. 2 Corinzi 3:5; 1Corinzi 15:10.
Uzzia si vedeva così potente e indipendente da Dio che non esitò a voler procurare a se stesso un onore che non gli spettava. Egli aveva fatto di sé stesso un sacerdote, probabilmente volendo imitare i re pagani i quali potevano liberamente offrire sacrifici presso i loro altari dedicati alle varie divinità. In Israele il re non aveva questa libertà, che era riservata unicamente ai figli di Aronne. Quest’arroganza da parte di Uzzia è sorprendente, soprattutto se messa a confronto con l’integrità che aveva dimostrato durante il tempo che visse sotto la guida di Zaccaria.
Sottomissione e superbia, due atteggiamenti totalmente opposti che producono effetti decisamente diversi: la superbia annienta la persona, l’umiltà precede la gloria Proverbi 18:12. L’apostolo Pietro estende l’insegnamento riguardante la sottomissione a tutta la chiesa 1 Pietro 5:5. I credenti devono mantenersi umili nei confronti dei propri fratelli, onorando senza cercare onore Romani 12:10; Efesini 5:21. Il desiderio che ci spinge a ricercare il meglio in tutto ciò che facciamo è senza dubbio un aspetto positivo del carattere del credente. Siamo invitati dalla Parola di Dio a mettere pienamente a frutto le capacità ricevute dal Signore. Quando questi sentimenti però, si trasformano in orgoglio, smarriamo un concetto sobrio di ciò che dovremmo essere. Nulla nella Bibbia suggerisce che il credente debba avere un concetto negativo e deprimente di sé stesso, nondimeno bisogna essere equilibrati Romani 12:3. Non permettiamo all’orgoglio di farci credere autosufficienti.
    Due scelte da fare
I sacerdoti non furono intimiditi dal fatto che Uzzia fosse il loro re. Azaria, il sommo sacerdote, accompagnato da ottanta sacerdoti, seguì Uzzia nel tempio e gli oppose resistenza. Il re poteva ravvedersi dalle sue intenzioni in quel momento ma fu ostinato e Dio lo giudicò. Uzzia invase l’ufficio dei sacerdoti disprezzando il loro ruolo e Dio lo colpì con la lebbra, un’infermità che rese Uzzia soggetto all’ispezione ed il giudizio dei sacerdoti in quanto era loro compito valutare i casi di lebbra in Israele Deut. 24:8. Voleva la dignità di un ruolo che non gli spettava e infine perse la dignità del ruolo che già occupava. Un gesto negativo di Uzzia gettò una terribile ombra su tutto il bene che realizzò a favore d’Israele e in onore del Signore Proverbi 16:18.

Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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