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:: Vivere per fede — Lezione 11

“E che nessuno mediante la legge sia giustificato davanti a Dio è evidente,
perché il giusto vivrà per fede.”
Galati 3:11

Testo di lettura: Galati 3:1-29
Il testo letto ci presente alcune domande retoriche poste ai Galati da parte dell’apostolo Paolo. Le risposte date dallo stesso sono scontate, ma hanno lo scopo di portare i credenti a riflettere.
    La predicazione della fede Galati 3:3-5
Prima di tutto i lettori dell’epistola debbono considerare l’inizio della loro fede, cioè i credenti della Galazia hanno ricevuto la salvezza e il messaggio della grazia per opera dello Spirito Santo.
Potevano loro migliorare l’esperienza cristiana per mezzo delle opere della legge? La vita dei credenti è stata segnata dal potente intervento dello Spirito Santo, è la fede nel seme incorruttibile della Parola che produce novità di vita 2 Corinzi 3:6; 1Tessalonicesi 2:13; 1Pietro 1:23.
Vorrei aprire una parentesi per quanto riguarda le opere. La fede, dono di Dio, determina la salvezza, ma essa non è slegata dalle opere, quindi dall’ubbidienza alla Parola Giacomo 2:17,18. Taluni sono pieni di buone parole, ma privi di buone opere, che sono la diretta conseguenza della salvezza per fede, sono il frutto naturale della riconoscenza verso il Signore Efesini2:10.
La differenza tra le opere della legge e la fede sta in questo: se cerchiamo di essere giustificati per mezzo dei nostri sforzi, scopriremo che essi non riusciranno mai a soddisfare completamente il senso della giustizia del Signore, mentre se dipendiamo dalla fede poniamo la nostra fiducia non in noi stessi, ma in Dio. (esempio della barca a vela e quella a remi)
    La promessa fatta ad Abramo Galati 3:6-18
Abramo è una figura paterna importante nel giudaismo per questo motivo Paolo lo usa come esempio. Abramo fu giustificato, cioè considerato giusto, grazie alla fede Romani 4:16-25. I giudei in generale, e quindi anche i giudaizzanti presenti nella Galazia, erano molto fieri della loro relazione con Abramo. Credevano che questo legame carnale garantisse lorola salvezza. Giovanni Battista avvertì taluni giudei religiosi a non fare troppo affidamento su questa discendenza fisica, e Gesù fece una chiara distinzione tra i discendenti fisici di Abramo e quelli spirituali Matteo 3:9; Giovanni 8:33-47.
Tutti coloro, quindi, che hanno manifestato una fede simile a quella di Abramo, sono suoi figli. Dio quindi, su questa base ha giustificato i gentili, anche i Galati, per la sola fede (illustrazione del ragazzo preso in casa da un pastore). Cristo ci ha redenti in modo che noi potessimo beneficiare della stessa promessa fatta ad Abramo da Dio migliaia di anni prima della Legga data a Mosè Genesi 12:2; 18:18; Atti 4:12. Nel verso 16 Paolo si preoccupa di dimostrare che vi è solamente una progenie; la promessa sarebbe stata adempiuta una sola volta ed in una sola persona, cioè Gesù Cristo Genesi 17:7,8; Luca 1:68-79; 2Corinzi 1:20. Nei vangeli ci viene descritta la genealogia di Gesù che arriva fino ad Abramo (Matteo 1; Luca 3).
    Il proposito della legge Galati 3:19-29
Il verso 10 attesta che se una persona desidera essere giustificata per le opere della legge, allora è necessario che ubbidisca a tutta la Legge di Mosè. Ciò è impossibile, quindi per l’uomo sotto la legge, c’è una condanna sicura Ezechiele 18:4; Romani 6:23. È Gesù che libera dalla maledizione della Legge 2 Corinzi 5:21.
Se non siamo giustificati mediante l’ubbidienza alla legge, a cosa serviva? Brevemente elenchiamo 3 motivi che descrivano quale proposito aveva la Legge:

  • La Legge espone il peccato Galati 3:19. Dal punto di vista civile, la legge in generale frena la malvagità degli uomini. Come le sbarre di ferro cercano di ingabbiare una belva feroce così che non divori chiunque si trova di fronte a lei, così la legge mantiene un certo ordine, evitando che uomini empi, per timore di una punizione, distruggano la società in cui viviamo. Spiritualmente parlando invece, Paolo afferma che la legge non ha causato la trasgressione ma l’ha esposta Romani 7:7. Il peccato esisteva prima della legge. La legge egisce come uno specchio che ci porta a vedere da vicino il nostro peccato. I falsi insegnanti tra i Galati argomentavano che la legge correggeva il peccato, ma questo non è possibile, anzi quando ci confrontiamo con la legge, la realtà del peccato è ancora più evidente, aumenta Romani 5:20; 7:5. Appena si aggiunge una legge, pensiamoci, l’uomo cerca subito di violarla (storia degli ospiti che pescavano dal balcone della stanze dell’albergo). Quindi la legge non uccide “l’erba cattiva” anzi fa da fertilizzante.

  • La Legge aggiunge valore alla promessa Galati 3:19-22. Non potendo soddisfare i requisiti della Legge cresce il desiderio dell’adempimento della promessa della grazia (considerare il valore dei raggi x). Arricchisce quindi il valore dell’Evangelo. La Legge ci fa disperare per i nostri peccati facendoci vedere il bisogno più grande della nostra vita. La fame fa diventare tutti i tipi di cibi saporiti.

  • La Legge ci conduce a Cristo Galati 3:23-25. La Legge è un eccellente specchio ma non può purificarci. Avete mai provato a lavarvi con uno specchio? Lo specchio ci porta ad usare acqua e sapone (illustrazione dello specchietto del dentista). La Legge ci fa strada per raggiungere il Calvario, è Cristo che ci redime dalla prigionia della Legge Galati 3:24.

  • Come guida: Manuale di Studio per le Scuole Domenicali A.D.I.

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