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:: I FONDAMENTI
per la soddisfazione personale


Un dottore della legge chiese a Gesù: "Maestro qual è nella legge, il gran comandamento?".
Ed ecco la risposta di Gesù: "Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore è con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua. Questo è il grande ed il primo comandamento" (Matt. 22:37,38). La base, la radice di un buon adattamento, il fondamento per la felicità personale, è la giusta relazione tra voi e Dio. La vostra relazione con Dio nel silenzio della vostra anima e la vostra consacrazione al Suo servizio è molto più importante dell'impressione che destate in società e della gaiezza che mostrate alla presenza dei conoscenti.
Ricordo il tempo in cui ero fidanzato con mia moglie; giorni felici. Non riuscivo a pensare ad altro. La mia sola gioia era pensare a lei. Ero sempre ansioso di rivederla; rappresentava un quadro che io non cessavo mai di contemplare. Giorni meravigliosi! Vi sono stati però momenti in cui ero portato a riesaminare i miei corteggiamenti, ed anche mia moglie ebbe occasione di riflettere sulla sua decisione. Essere insieme non significava soltanto essere in compagnia di qualcun altro e piacere all'altro non significava spesso far piacere a se stesso. Questa condizione, per quanto piacevole, significava rinunziare ad attività ugualmente piacevoli ed ai nostri rapporti con gli altri. Significava riconciliare differenze di pensiero e differenze di gusti. Anche il matrimonio comincia con un impegno che spesso occorre rinnovare. Esso richiede l'abbandono d'attività e relazioni ugualmente piacevoli e soddisfacenti che ne sono al di fuori.
La vostra relazione con Dio può essere paragonata a quella che esiste nel fidanzamento e nel matrimonio. Quanto tempo trascorrete riflettendo sulla maniera nella quale potete piacere a Dio nelle vostre attività, nella vostra vita personale o nella vostra vita sociale? Quanto tempo trascorrete nella lettura della Sua parola? O compite poi uno sforzo cosciente per vivere secondo essa?
Prendete delle decisioni che sapete faranno piacere a Dio piuttosto che delle decisioni ugualmente piacevoli ma che non gli saranno gradite? La vostra dedizione a Dio non si manifesta soltanto nel portare la Bibbia sotto il braccio o apprenderne dei brani a memoria o andare in chiesa. Essa si deve manifestare nell'ordine che date ai vostri pensieri, ai vostri desideri, ai vostri sentimenti, alle vostre azioni ed ai vostri rapporti seconde gli insegnamenti della Bibbia; ordine dettato dal desiderio di piacere a Dio.

Gesù disse anche che il secondo comandamento: "Ama il tuo prossimo come te stesso" (Matt. 22:38,39) è simile al primo: "Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua". A prima vista è difficile comprendere sotto quale aspetto essi siano simili. Io credo che il legame esistente tra essi sia da esprimersi così: se siete nel giusto rapporto con Dio, amerete naturalmente il vostro prossimo. Quando il vostro rapporto con Dio è quello giusto, il Suo amore è sparso in abbondanza nel vostro cuore e questo amore si manifesterà certamente nelle cose che fate e dite nelle relazioni con i vostri simili.
Amate veramente i vostri simili?… tutti? Non dimenticate che il vostro prossimo più vicino sono il vostro coniuge ed i vostri figli!
"Ama il tuo prossimo" non è però tutto in questo secondo comandamento. Esso dice: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Certamente Gesù non aveva alcuna intenzione d'essere faceto, e se non è questo il caso, allora deve esserci un rapporto diretto tra quello che pensate del vostro prossimo e quello che pensate di voi stessi. Per logica connessione il Signore ci dice qui che è completamente giusto che noi amiamo noi stessi; anzi ci è ordinato di farlo.
Amate voi stesso? Cosa pensate di voi nel silenzio della vostra anima?
Una delle pietre sulle quali è fondata la felicità è la consapevolezza profondamente radicata che quello che state pensando, quello che dite, quello che sentite, quello che fate e ciò che desiderate, siano tutte cose accette a Dio. I buoni rapporti con gli altri sono basati sul principio: "Ama il tuo prossimo come te stesso".

Ecco un'illustrazione.
Una madre profondamente scossa mi raccontò tra le lagrime questa storia: aveva due bambini che litigavano continuamente fra loro ed ella non sapeva come trattarli. La tensione per i continui sforzi infruttuosi nel tentativo di controllare i suoi figli l'aveva esaurita. La vita per lei non era che un susseguirsi d'insoddisfazioni in un mondo di pianti, tra bambini maleodoranti e litigiosi. Un giorno, mentre pelava le patate si sorprese a pensare: "Potrei tagliare questi ragazzi a pezzi con questo coltello!". Questi pensieri la spaventarono ed allora chiese consiglio.
Voleva che fosse ben chiaro che ella amava i suoi bambini con tutto il cuore e che per nulla al mondo avrebbe loro fatto del male. Nutrire dei sentimenti violenti verso i suoi bambini era forse una strana maniera di esprimere il suo amore?
Il primo passo per una risposta al problema di questa signora consisté nell'aiutarla a riconoscere la propria mancanza d'amore. Cosa s'intende per amore?
"L'amore è paziente, è benigno; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non sospetta il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità" (1 Cor. 13:4-6). Queste sono caratteristiche interiori. Forse che lddio non esamina il vostro cuore? Il vostro senso di benessere è basato su ciò che avviene nel vostro cuore. "Custodisci il tuo cuore più d'ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita" (Prov. 4:23).
Quando questa signora cominciò a comprendere che le mancava qualcosa e cosa le mancava, si avviò verso una felice soluzione del rapporto con i suoi figliuoli. Quello che mancava era l'amore. Occorreva aggiungerlo.
Era necessario che ella amasse, non che agisse come se amasse. Questa signora era, in effetti, insoddisfatta di se stessa e dei propri sentimenti d'ira verso i suoi bambini. E non essendo soddisfatta di se stessa non poteva essere soddisfatta del suo prossimo, in questo caso dei suoi bambini.

Qual'è la sorgente della pace e della gioia? "Or l'Iddio della speranza vi riempia d'ogni allegrezza e d'ogni pace nel vostro credere, onde abbondiate nella speranza, mediante la potenza dello Spirito Santo" (Rom. 15:13).

da: "Conversazione su la vita familiare" di Henry Brandt




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