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"Il cuore dell'uomo medita la sua via, ma il SIGNORE dirige i suoi passi". (Proverbi 16:9)

Mi chiamo Emanuele ed ho 56 anni. All'età di sei mesi ho perduto mia madre, e fin dalla mia piccola fanciullezza ho cercato di cavarmela sempre da solo. Ho sofferto molto la mancanza di mia madre, e per questo sono cresciuto con tanti dubbi e incertezze nella vita.
Gli anni passavano, a diciotto anni, mi sono arruolato nell'Esercito e a ventuno anni mi sono congedato; subito dopo mi sono innamorato di una bellissima ragazza, che l'anno dopo divenne mia moglie. Dal nostro matrimonio abbiamo avuto tre splendidi figli.
Io facevo un lavoro di rappresentante e a mia moglie spettava il compito di educare i nostri figli. La prima si è laureata con 110 e lode, il secondo si è diplomato da geometra e la piccola si sta laureando. Mi ritenevo una persona fortunata perché nel nostro piccolo non ci mancava niente; certo ci sono stati anche dei momenti bui ma poi ci siamo ripresi.
Al di la di qualche sbandata la mia vita scorreva così rapidamente; mi sono trovato con tre figli giovani senza accorgermene. Ma all'età di circa cinquant'anni incominciai un gioco così stupido: quello del "lotto", e per caso vinsi una grande cifra, ma quella fu la mia rovina. Per un paio d'anni mi sono divertito, ma dopo incominciarono i primi guai perché ero diventato dipendente di questo gioco. Era peggio di una droga.
Lotteria
Vivevo nell'ansia aspettando che uscissero i numeri. Cominciai a fare prestiti, chiedevo soldi a tutti; anche a gente poco raccomandabile. La mia vita era diventata insostenibile. Una sera venne mia figlia, la più grande, e mi disse: "papàti devi ricoverare in qualche comunità", io subito gli dissi di sì. La mattina dopo andai al SERT e loro mi diedero l'indirizzo di KADES, (ndr. "Istituto Evangelico KADES" - Comunità terapeutica cristiana evangelica) dopo due giorni ero già al centro. Arrivai il 3 ottobre e due mesi dopo feci la prima esperienza col Signore.
La sera del 10 marzo durante la preghiera, leggendo la Bibbia mi soffermai sul versetto che dice: "Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica" (Filippesi 4:13), chiesi al Signore di liberarmi e darmi una nuova vita. Il Signore mi battezzò nello Spirito Santo, mi perdonò tutti i miei peccati e da allora sono diventato una nuova creatura come dice la Parola: "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove". (2 Cor. 5:17).
Adesso voglio servire il Signore e raccontare alle persone quello che il Signore ha fatto per me.
Al Signore sia la lode e la gloria. Amen. Emanuele Di Lello





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