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:: DIO SI PRENDE CURA DI NOI


Cari fratelli di Foggia sono particolarment affezionato alla vostra città per avervi trascorso uno scorcio della mia vita, ed è appunto per questo che voglio raccontarvi attraverso questa testimonianza come GESÙ ha operato nella mia vita.
Mi chiamo Domenico Naccarella sono di San Salvo una piccola cittadina in provincia di Chieti. Voglio subito ringraziare il Signore per aver fatto di me un suo figliuolo, lo ringranzio per non avermi abbandonato nei momenti più difficili e dolorosi della mia vita.
Spero che questa mia testimonianza possa esserti di incoraggiamento, chiunque tu sia devi saper che GESÙ TI AMA e a Lui tutto è possibile.
San Salvo
Avevo 25 anni, ero un atleta, facevo di professione il calciatore, una professione che avevo iniziato a 16 anni giocando nella Pro-Vasto, in serie C. Dopo due anni passai al calcio professionista, ed approdai inserie B col Taranto. Qui avvenne la mia maturazione calcistica, stavo costruendo le basi per una luminosa carriera calcistica, con estenuanti allenamenti atti solo al miglioramento delle mie prestazioni sportive. Per tre anni militai in questa squadra, dopo di che fui ceduto al Brindisi in C/2. A 21 anni ero titolare in questa squadra nel ruolo di portiere, un giovane di talento e belle speranze con tanta voglia di arrivare. Giocai in questa squadra 2 anni, realizzando all'epoca anche un piccolo record di imbattibilità di 913 minuti, che mi mise in evidenza nel palcoscenico del grande calcio. Questo mi fece approdare dapprima al Foggia, in C/1 e, dopo due anni ancora, al Martina Franca sempre in C/1. Conducevo una vita che forse tutti i ragazzi sognano, e che io stesso avevo sognato sin da quando ero bambino. Ho fatto di tutto, ho sacrificato tutto quello che potevo: ho sottoposto il mio fisico a degli sforzi enormi pur di diventare un "NUMERO UNO". Questi sforzi mi avevano già dato degli ottimi risultati, ma era ancora poco rispetto a quello che erano le mie aspettative. Infatti, alcuni club importanti di serie A avevano annotato il mio nome sui propri taccuini. Che bello, si stava realizzando un sogno, la felicità a portata di mano, quando ad un certo punto si è rotto qualcosa dentro di me. Il mio corpo, fonte di ogni soddisfazione, perfetto sotto ogni punto di vista, cominciava a non rispondere più ai comandi.
Calciatore
Alle visite mediche che si effettuano ogni anno, prima del ritiro precampionato mi diagnosticarono un tumore al testicolo con metastasi ai polmoni, alcune delle quali della grandezza di 6 centimetri di diametro con la prospettiva di vita di massimo due mesi. In un istante mi trovai inerme a combattere un nemico che giorno dopo giorno mi stava distruggendo. Il dottore che mi comunicò la notizia mi disse queste precise parole: "ragazzo credi in Dio?", sì, certo che ci credo risposi un pò confusamente, ed egli mi rispose: "allora prega perché solo Lui può guarirti". Da lì chiaramente mi accorsi della gravità della situazione, uscii dalla stanza con questa dura sentenza, il cuore mi stava scoppiando i miei occhi erano ricolmi di lacrime, non sapevo cosa dire, mi sembrava tutto così irreale mi dicevo è mai possibile che tutto questo sia successo proprio a me,
non riuscivo a trattenermi, rimasi sconvolto. Ormai le lacrime ricoprivano interamente il viso, non sapevo se pregare oppure urlare per la disperazione. Optai per la seconda soluzione, e così tra pianti e urla rimasi da solo, in un angolo buio dell'ospedale dove ero ricoverato non so per quanto tempo.
Furono momenti di disperazione, e, tra l'altro, vi vedevo i mie sogni di calciatore infrangersi. Litigai con Dio, l'accusavo di molte cose: che mi aveva abbandonato, che non aveva mantenuto le promesse, e gli chiedevo perché aveva fatto questo, perché dovevo morire così giovane. Non riuscivo ad accettare la situazione. Il Signore che tanto amavo mi aveva voltato le spalle, ed io ero rimasto solo, mi ero anche ripromesso di non piangere più, tanto non sarebbe servito a nulla.
Nel frattempo su consiglio degli stessi dottori mi ero trasferito a Milano, presso l'Istituto Nazionale Tumori, con poche speranze e molti dubbi. Il mio stato clinico era molto grave, i miei polmoni erano ricoperti di metastasi, già in precedenza era stato necessario asportarmi un testicolo, e mi era rimasto poco tempo di vita. Ricordo che in quei momenti ripassavo mentalmente tutta la mia vita, cercando di capire se quello che mi stava succedendo fosse una punizione divina. Poi riflettevo e pensavo che non poteva essere così, più di una volta, in questi periodi di sofferenza, avevo pregato il Signore di prendersi la mia vita e Lui non l'aveva fatto. Ero nello sconforto totale, i dottori mi avevano esplicitamente detto che c'erano poche speranze e che la mia vita era appesa ad un filo. Avevo già iniziato come cura i primi dei quattro cicli di chemioterapia che dovevo fare. È stato uno strazio dover sopportare quei dolori fisici che la cura mi procurava, senza parlare della situazione psicologica che non stava certamente meglio.
Alla fine del primo ciclo di cura, non mi riconoscevo più: ero dimagrito, le mie corde vocali a mala pena riuscivano a fare uscire un fil di voce, i peli e i capelli del mio corpo cominciavano a cadere, mi sentivo molto debole. Insomma, il mio corpo si stava trasformando, avevo dolori dappertutto e mi ero ormai rassegnato ad aspettare la fine dei miei giorni.
Ricordo molto bene una mattina di sole splendido, quando, il corridoio del piano dove era situata la mia camera, fu inondato da questa luce
Intervento chirurgico
folgorante. Allora pensai: "Deve essere bello andare a fare un giro all'ultimo piano, in terrazza", dove era stato allestito un bel giardino pieno di piante e fiori di ogni tipo. Eravamo in piena stagione estiva e l'aria calda di quei giorni di agosto, mi penetrava dentro facendomi provare nuove sensazioni. Ad un certo punto cominciai a guardarmi intorno, cercando qualcuno con cui condividere i miei pensieri, alzai gli occhi al cielo, pensai a Dio e respirai profondamente.
Ero triste, ma in quel momento mi sentii bene. Poco dopo il mio sguardo fu attratto da alcune montagne con le cime imbiancate che si trovavano proprio di fronte a me. Era uno spettacolo meraviglioso, "Poiché le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue" (Romani 1:20). Deve essere stata una giornata stupenda, se a Milano, dove la nebbia e lo smog fanno da padrone, era possibile ammirare cose simili. Il sole, il cielo azzurro, questo giardino tutto colorato, mi facevano tornare alla memoria i ricordi più belli della mia infanzia e della mia giovinezza. Poi il mio pensiero si rivolse a Dio e cominciai un dialogo con Lui, avvertivo fortemente la Sua presenza, non so come, ma cominciai a piangere a dirotto chiedendoGli di perdonarmi. Ero stato ingiusto con Lui, gli chiesi perdono di tutti i miei peccati, Lo supplicai di aver pietà di me; in quel momento non mi interessava più di vivere o di morire, il mio desiderio era solo quello di ricevere il Suo perdono per come mi ero comportato. Considerando i miei giorni ormai brevi, Gli dissi: "Signore accoglimi fra le tue braccia ". Tutto qui, non dissi altro, ma quelle parole erano dettate, come dice la Bibbia, "Da un cuore rotto e da uno spirito contrito". Improvvisamente, avvertii delle sensazioni mai provate prima in vita mia, e, malgrado la mia vita terrena se ne stava andando, mi sentii felice. Non sapevo come spiegarlo, non lo comprendevo bene, ma avvertivo che il Signore era proprio accanto a me. Egli mi amava, mi aveva sempre amato, e piangevo tanto, ma proprio tanto. Ricordo che per alcuni minuti non riuscii a fare altro, e da quel giorno non sono stato più la stessa persona (adesso capisco che il Signore mi aveva fatto nascere di nuovo).
Di lì a pochi giorni andai nel reparto pediatria a fare visita ai bambini, se fossi rimasto in vita, probabilmente non avrei potuto averli, a causa delle cure che stavo effettuando, ma stare con loro mi faceva sentire bene. Questi pargoletti mi facevano tanta tenerezza e mi chiedevo cosa mai avessero potuto fare per meritare tanta sofferenza. Poi mi rivolsi a Gesù dicendoGli: "Signore ormai la mia vita è segnata, ma se potessi darla al posto di dieci di questi bambini ne sarei veramente molto felice". In quello stesso momento mi sentii avvolto da non so cosa, mi sentivo leggero come una piuma, compresi che il Signore era accanto a me, e una voce dentro al mio cuore mi sussurrò: "figliolo io ti amo, e da oggi sei guarito".
Alcuni giorni dopo feci delle lastre e miracolosamente confermarono che il male era regredito del tutto, tranne che in un angolo del polmone dove c'era un inizio di escavazione. Il 27 novembre 1986 mi operarono al polmone per vedere cosa fosse quell'escavazione. Quando mi aprirono si accorsero che il cancro aveva si invaso una parte del mio polmone, ma quelle cellule erano tutte morte. Il male si era fermato! Ma la sorpresa più grande fu scoprire che quelle cellule erano già morte fin dal primo ciclo di chemioterapia, proprio quando il Signore aveva parlato al mio cuore. Dio è vivente!
Dopo alcuni anni da questa esperienza che ha stravolto la mia vita, facendomi anche entrare in una profonda crisi spirituale tanto da non riporre fiducia in nessuno per le cose riguardanti la religione.
La Sacra Bibbia
Nel 1992 ho incontrato nel posto, dove nel frattempo avevo trovato lavoro, una persona che parlava a chiunque ne avesse l'occasione, che Gesù era morto sulla croce per i nostri peccati, che solo per mezzo di Lui noi potevamo ricevere la vita eterna. Dapprima rifiutavo di ascoltarlo poi comunque accettai da lui una Bibbia ed alcune sue visite con cui veniva insieme a sua moglie ed ai suoi figli; naturalmente la conversazione era sempre incentrata sulla figura di Gesù e non nego che la cosa scombussolava sia me che mia moglie.
Poi un giorno mi capitò di fare un giro in macchina con questa persona, che naturalmente adesso chiamo fratello, dove gli raccontai l'esperienza che avevo vissuto; alla fine del racconto l'ho visto piangere e allo stesso momento gioire, mi ha abbracciato chiamandomi fratello e spiegandomi che quello che mi era accaduto era la nuova nascita, io non comprendevo bene cosa stesse dicendo, ma l'ho compresi subito dopo quando lessi il capitolo 3 del vangelo di Giovanni 3. Che grande gioia provai, cominciai anch'io a piangere, e insieme cominciammo a glorificare il Signore.
Ora la Parola di Dio mi era completamente chiara era come se veramente un velo davanti agli occhi mi fosse caduto. Nella Bibbia ho trovato le risposte a tutte le mie domande. L'undici settembre del 1994, insieme a mia moglie che nel frattempo aveva anche lei donato il suo cuore a Gesù, abbiamo voluto testimoniare pubblicamente a parenti e amici della nostra fede in Gesù Cristo facendo il battesimo in acqua. Ormai sono 10 anni che serviamo il Signore e non ci siamo pentiti, anzi l'amore per Lui cresce ogni giorno sempre di più; Dio provvede con il suo amore ad ogni nostra necessità, sia materiale che spirituale; inoltre per rendere completa la nostra felicità ci ha dato grazia di avere due splendidi bambini Davide e Giacomo.
Caro lettore affida anche tu la tua vita a Gesù, Lui non ti deluderà! Dio vi benedica!
Domenico Naccarella






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