:: ZACCHEO di M. De Cata
L'episodio del "pubblicano" Zaccheo nei vangeli sinottici viene narrato solo da Luca. Luca il cronista, lo storico
non il testimone.
Nel racconto si parte da Gerico. Gerico la città delle palme a pochi chilometri dal Giordano. Gerico la città del Buon Samaritano. A Gerico si svolge il riscatto di un peccatore
di un "pubblicano".
Perché Zaccheo viene definito un peccatore? Zaccheo viene presentato nel testo evangelico come: capo dei pubblicani ed uomo ricco. I pubblicani erano "collaborazionisti del nemico invasore" per usare una moderna espressione. Riscuotere le tasse è un compito ingrato
maggiormente per persone che venivano da tutte odiate. Si odiavano i pubblicani
perché si odiavano i romani.
«Oggi debbo fermarmi a casa tua». I piani di Gesù sono diversi dai nostri. Non aveva detto: «I miei pensieri
non sono i vostri pensieri».
Gesù da Betlemme al Golgota è sempre andato in cerca dei "peccatori". Tutti siamo peccatori. Tutti come Zaccheo dobbiamo domandarci se abbiamo frodato qualcuno. Se ci consideriamo peccatori Gesù ci dice: «Oggi la salvezza é entrata in questa casa». La salvezza
e non la liberazione dai romani. La salvezza per «ciò che era perduto»
Se ci consideriamo peccatori Gesù ci chiama come Zaccheo ad essere "Figlio di Abramo". Ladri, prostitute, peccatori sono degni di onori se si riconoscono peccatori.
La preghiera del pubblicano era: "Abbi pietà di me
che sono un Peccatore". Zaccheo ci mostra la strada da seguire. «Egli si affrettò a scendere e lo accolse in casa con gioia».
Affrettiamoci anche noi ad accogliere Gesù nella nostra vita con gioia. |