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Charles Thomas Studd 1860 - 1931
    Da campione sportivo a missionario in Asia e Africa
Sconosciuto a gran parte dei credenti, quella di C.T. Studd è una storia tra le più toccanti. Missionario di origine inglese, Charles era figlio di un ricco imprenditore, Edward Studd, il quale si convertì al Signore grazie al ministerio evangelistico di D. L. Moody, nel 1877. Il giovane Studd divenne un eccellente giocatore di cricket e, all’età di diciannove anni, divenne il capitano della squadra di Eton, graziosa cittadina delle Midlands inglesi, nel Buckinghamshire, e famosa per il suo College fondato, nel 1440, da Re Enrico VI. Frequentò la famosa università di Cambridge dal 1880 al 1883 e, mentre svolgeva i suoi studi in quella prestigiosa sede, ebbe anche lui l’occasione di partecipare ad una delle riunioni evangelistiche organizzate da Moody. A seguito della predicazione dell’Evangelo, come suo padre, si convertì a Cristo.
Poco dopo la sua conversione, insieme ad altri sei studenti, dedicò la sua vita e le sue sostanze al Signore Gesù Cristo disponendosi come missionari per la China Inland Mission (Missione per la Cina Interna) di Hudson Taylor. Subito dopo, nel 1885, i “Sette di Cambridge” s’imbarcarono alla volta di quel
Charles Thomas Studd
lontano ed inospitale Paese. Nel 1888 Studd si sposò e continuò l’opera in Cina per diversi anni fino a quando le sue gravi condizioni fisiche gl’imposero un rientro forzato in patria insieme a sua moglie. Tornato in Inghilterra vendette tutte le sue numerose proprietà donando l’intero ricavato in favore della Missione in Cina.
Impossibilitato, in quel periodo, a poter rientrare in Cina, Studd e sua moglie iniziarono a girare il mondo per raccogliere fondi in favore della China Inland Mission. Durante una delle sue tappe, si rese conto che il clima nell’India del Sud gli era favorevole per la sua salute e decise, quindi, di rimanervi per sei anni. Dopo quel periodo di tempo, tornò in Inghilterra per progettare un lavoro missionario in Africa.
Nel dicembre del 1912, lasciò la sua famiglia in Inghilterra per svolgere un lavoro missionario di due anni nel continente nero. Dopo questi primi due anni, a causa della sua salute precaria, fece ritorno nel suo Paese per breve tempo e quindi ancora in Africa per altri cinque anni. Sua moglie, che continuava ad organizzare il lavoro missionario in Inghilterra mandando reclutando nuovi operai e raccogliendo offerte, non poté raggiungerlo fino al 1928 per poi tornare in Patria ed andare con il Signore nel 1929. Studd, ormai gravemente malato e sofferente, rimane in quel continente a servire il Signore fino alla fine dei suoi giorni. Nel cuore dell’Africa, a Ibambi, nel Congo, Charles Thomas Studd un giovedì di luglio del 1931, lascia scritto ai suoi colleghi missionari e pronuncia la sua ultima parola: “Alleluia”.
Charles T. Studd era stato soprannominato a ragione Bwana Mukubwa, cioè il grande Bwana: era grande in ciò che pensava e faceva; grande nel soffrire per gli altri, grande nella fede, nell’amore, nel sacrificio e nella devozione per il suo Salvatore. Era grande nella conoscenza del suo Dio e delle Scritture: un vero e proprio gigante spirituale, davanti al quale noi sembriamo minuscoli come i pigmei che abitano le foreste del Congo.

da "Il Consigliere della Scuola Domenicale"






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