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Il Grande Mandato di Gesù ai Suoi discepoli è esplicito e riguarda il rapporto che deve esistere tra l’evangelizzazione e l’edificazione. Questo è il metodo ed il disegno da attuare.
Molto spesso per spiegarci con quanti sono estranei al mondo evangelico, quando parliamo delle Scuole Domenicali, usiamo due termini dei quali uno è antico e popolare che è “dottrina”. Un dizionario ne dà la seguente definizione: “Il complesso dei princìpi della fede cristiana; libretto in cui sono esposti i principali articoli e misteri della religione cristiana: catechismo”. Quest’ultimo termine è tecnico ma ha grosso modo lo stesso significato del precedente. Se invece parliamo con persone molto istruite, definiamo le nostre Scuole Domenicali come un corso di catechesi, che è definita come “l’insegnamento della dottrina cristiana nei suoi primi elementi”. (1)
Questa duplice definizione delle Scuole Domenicali è incompleta, perché non corrisponde al “Grande Mandato” di Cristo. Gesù disse ai Suoi discepoli: “Andate…, ammaestrate…, battezzate…, insegnate…”. Mentre il compito di battezzare è lasciato a coloro che hanno la responsabilità della comunità locale, nel caso delle Scuole Domenicali, che sono un’opera svolta nell’ambito delle chiese, rimangono gli altri tre imperativi: “Andate, ammaestrate, insegnate”. È evidente che la missione delle scuole Domenicali è principalmente rivolta ai fanciulli, adolescenti e giovani. Anche se è importante che l’insegnamento della Parola sia sistematicamente rivolto a tutti i membri delle comunità cristiane.
“ANDATE”
L’ordine di Cristo è perentorio, non ammette tergiversazioni. È un obbligo “imposto, senza distinzione, a tutti quelli che si dicono discepoli di Cristo”. Infatti quei primi discepoli ubbidirono al Signore. Dovevano andare ovunque ma dovevano prima di tutto ubbidire ad un altro ordine di Gesù: “Ecco io mando su di voi quello che il padre mio ha promesso; ma voi, rimanete in questa città, finché siate rivestiti di potenza dall’alto” (2); “Ricevete potenza quando lo Spirito Santo verrà sudi voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra” (3) La priorità non è data alle capacità didattiche, né al bagaglio di conoscenze psicologiche e pedagogiche di quelli che debbono “andare”, ma alla presenza e alla potenza dello Spirito Santo. Il battesimo nello Spirito Santo è fondamentale per essere condotti dallo Spirito di Dio, perché ogni opera svolta nell’ambito della chiesa cristiana deve essere innanzitutto spirituale. Non neghiamo che la conoscenza della didattica e della pedagogia potrà risultare utile perché si possa dare “il meglio” di sé stessi nell’ammaestramento e nell’istruzione, ma senza la presenza, l’aiuto e la potenza dello Spirito di Dio sarebbe soltanto  conoscenza arida, che non raggiungerebbe lo scopo divino che è quello della conversione delle anime.
Non si possono ingaggiare nel servizio della Scuola Domenicale credenti novizi per incoraggiarli in virtù del fatto che hanno una preparazione all’insegnamento. Il primo requisito è la presenza e la potenza dello Spirito Santo.

    “AMMAESTRATE”
Nel testo originale il termine “ammaestrare” dovrebbe essere tradotto letteralmente “fare discepoli”, come traduce la versione Nuova Riveduta. Più che di un insegnamento sistematico della dottrina si tratta di rendere edotti quelli che non sanno nulla dell’Evangelo e della Grazia di Dio in Cristo. Estranei che debbono diventare discepoli, che debbono decidere di sedere ai piedi del Signore per imparare i primi elementi della fede. Bisogna far loro conoscere l’amore di Dio, la certezza che siamo perdonati per l’opera che Gesù ha compiuto sulla croce, l’importanza ed il privilegio di rivolgersi direttamente al Signore con la preghiera, la fiducia nell’aiuto di Dio in ogni circostanza, la
certezza che il Signore non abbandona mai i Suoi, l’aiuto e la guida costante dello Spirito Santo. Troppi nuovi convertiti all’Evangelo vorrebbero scoprire tutte le verità profonde della Scrittura. Alcuni fanno l’errore di credere che il consiglio apostolico: “Crescete nella grazia e nella conoscenza del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo” (4), intenda una conoscenza razionale della dottrina e delle Scritture. Possiamo conoscere la Bibbia a memoria, ma questo non ci rende delle persone spirituali. L’apostolo Paolo scriveva ai suoi fratelli di Colosse, che continuava a pregare per loro perché fossero “ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza ed intelligenza spirituale” perché potessero “camminare in modo degno del Signore per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio; fortificati in ogni cosa dalla Sua gloriosa potenza, per essere pazienti e perseveranti” (5) Ai Corinzi l’apostolo dirà: “La conoscenza gonfia, ma l’amore edifica” (6). Quale conoscenza? Quella teorica ed arida, invece quella spirituale, dettata dallo Spirito di Dio che illumina le Scritture, rende pronti per “conquistare” delle anime a Cristo e fame dei discepoli.
Questa forma di ammaestramento iniziale, semplice con i più piccini e con i fanciulli. Occorre che essi siano condotti a Gesù, Lo conoscano come il proprio personale Salvatore e pongano in Lui tutta la loro fiducia. Troppo spesso, i più piccini sono “parcheggiati” dai genitori nelle classi della Scuola Domenicale, unicamente per liberarsene per qualche ora! La Scuola Domenicale non è un “parcheggio” o un mezzo di intrattenimento o di svago ma ha lo scopo di far conoscere l’amore di Gesù.
    “INSEGNATE”
Dopo aver fatto dei discepoli Gesù ordina ai Suoi: “Insegnando loro tutte le cose che vi ho comandate”. Questo verbo indica la vera e propria istruzione sistematica sulle Scritture, La Bibbia e la Bibbia soltanto, è il libro di testo della Scuola Domenicale.
I manuali, gli ausili audio-visivi, anche i più validi, lasciano il tempo che trovano se la Bibbia ha un ruolo secondario nell’insegnamento. Un grandissimo cultore della Sacra Scrittura come Esdra, denominato dagli Ebrei: “Il secondo Mosè”, amava tanto la Parola di Dio che ha scritto, ispirato dallo Spirito Santo, oltre al Salmo primo, il Salmo 119, noto a tutti i lettori della Bibbia per essere il Salmo più lungo. Egli era così interessato a far conoscere la maestà della Parola di Dio che per istruire i suoi fratelli ed aiutarli a memorizzarlo, l’ha suddiviso secondo le..22 lettere dell’alfabeto ebraico ed ogni verso comincia con la stessa lettera della suddivisione. Inoltre ha voluto magnificare la Scrittura dandole tanti nomi diversi: Legge, insegnamenti, precetti, statuti, decreti, Parola, testimonianze, comandamenti, rivelazione. “Io ho conservato la tua Parola nel mio cuore per non peccare contro di te” (7). afferma l’ispirato Esdra. Infatti la Parola del Signore conservata per fede nel cuore è l’unico antidoto contro il peccato.
Il “Grande Mandato” di Cristo contiene anche un altro ordine: dobbiamo insegnare ad osservare tutte le cose che Egli ha comandate. L’ordine è preciso. Abbiamo il dovere non soltanto di insegnare “tutte le cose che Gesù ci ha comandato” ma insegnare ad osservarle. Qualsiasi istruzione sulla Parola di Dio che non sottolinei l’importanza di adempiere quanto è scritto, è mancante della parte fondamentale dell’insegnamento biblico. Quel “tutte le cose” ricorda che dobbiamo insegnare “tutto l’Evangelo”, ma anche che dobbiamo istruire e consigliare con la parola e con l’esempio l’attuazione di tutto quello che il Signore ha ordinato.
Amiamo la Parola di Dio, meditiamola, insegnamola, chiedendo allo Spirito Santo di guidarci e di “ungere” il nostro insegnamento, perché sia proficuo per quanti ci ascoltano perché così, e soltanto così, le nostre comunità potranno testimoniare della potenza di Dio con cristiani trasformati dallo Spirito del Signore per essere “irriprensibili ed integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo ad una generazione storta e perversa, nella quale” risplendere “come astri nel mondo, tenendo alta la parola della vita” (8).

    Francesco Toppi
NOTE:
1) Garzanti, Dizionario della lingua italiana, Garzanti Editore, Milano, 1965, alle voci: dottrina e catechesi;
2) Luca 24:49;
3) Atti 1:8;
4) 2 Pietro 3:18;
5) Colossesi 1:9-11;
6) 1 Corinzi 8:1;
7) Salmo 119:11;
8) Filippesi 2:15,16.

da: Il Consigliere della Scuola Domenicale 97

 

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