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Per alcuni essere un “Insegnante Pentecostale” può ridursi meramente ad una questione di etichetta, oppure ad un fattore di stile che rimarca soltanto alcuni aspetti “carismatici” del messaggio biblico piuttosto di altri. Per diversi, invece, può essere unicamente una questione di radici storiche che li collegano ad una denominazione piuttosto che ad un’altra, ad una “scuola” piuttosto che ad un’altra. Questi presupposti potrebbero in qualche modo caratterizzare l’insegnamento che un monitore o pastore di fede Pentecostale può trasmettere, ma noi vogliamo evidenziare alcuni altri aspetti che, seppure nella loro praticità, ci paiono essere fondamentali. Infatti, ogni vero “Insegnante Pentecostale”…
    1. Prende sul serio la Parola di Dio.
Per prima cosa riteniamo sia opportuno ricordare che insegnare la Scrittura è un compito assolutamente serio ed importante. Crediamo, infatti, che la Parola di Dio sia interamente tale, inerrante ed ispirata dallo Spirito Santo; Egli ne è l’Autore: “Infatti nessuna profezia venne mai dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo” (2 Pietro 1:21).
Il Signore ci ha affidato l’incarico di trasmetterla integralmente, proprio come fece l’apostolo Paolo con gli efesini ai quali ricordò: “... io non mi sono tratto indietro dall’annunziarvi tutto il consiglio di Dio” (Atti 20:27). Ogni vero “Insegnante Pentecostale” non fa sconti, non distorce la Parola di Dio e non compiace il proprio uditorio ma anzi potrà dichiarare con il profeta Micaia: “... Com’è vero che il SIGNORE vive, io dirò quel che il SIGNORE mi dirà” (1 Re 22:14).
    2. Cerca costantemente la guida dello Spirito Santo.
La Parola di Dio è “l’elemento” centrale dell’insegnamento cristiano perciò, ogni autentico “Insegnante Pentecostale” farà della Parola di Dio l’unica, vera regola di fede e di condotta.

Ma, proprio per questo, sarà cosciente del bisogno di essere consigliato dall’insostituibile guida dello Spirito Santo perché sarà l’Unico che, come disse Gesù ai discepoli: “… vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a
venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà” (Giovanni 16:13, 14).Anche questa è una caratteristica imprescindibile dell’”Insegnante Pentecostale”, perché si rende costantemente conto del bisogno che ha di dipendere dallo Spirito Santo e, nella propria insufficienza, scoprire che la capacità gli viene da Dio (cfr. 2 Corinzi 2:16, 17).
    3. Fa della coerenza il proprio punto di forza.
Un’ulteriore caratteristica propria di un “Insegnante Pentecostale” è quella di predicare prima di tutto a sé stesso.
Se vogliamo che il nostro insegnamento sia davvero incisivo ed efficace nella vita degli altri deve aver prima di tutto segnato la nostra. Quello che diremo non servirà a solleticare o a compiacere l’udito altrui, ma dovrà essere prima di tutto vissuto da colui che lo annuncia. L’opera dello Spirito Santo, prima di vederla manifestata in altri, deve essere manifesta nell’insegnante.
La reale efficacia dell’insegnamento paolino era data principalmente da ciò che egli era in grado di trasmettere attraverso il suo esempio, per questo poteva dichiarare: “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo” (1 Corinzi 11:1), oppure esclamare: “O Galati insensati, chi vi ha ammaliati, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato rappresentato crocifisso?” (Galati 3:1). Ogni vero insegnamento cristiano è sostenuto dalla forza della coerenza. Sul leggio di un pulpito c’era scritto: “Non gridare perché le tue azioni parlano più forti delle tue parole”.
L’insegnante cristiano è colui che sa assumersi con serietà le proprie responsabilità, colui che tratta con il dovuto rispetto la Parola di Dio e sa trasmetterla con efficacia, grazie alla coerenza che lo caratterizza.
In tutto questo lo Spirito Santo riveste un ruolo assolutamente fondamentale, che Gli spetta e che Gli vogliamo lasciare, unicamente perché nessuno di noi sarà mai in grado di realizzare appieno queste ed altre verità che attengono al ministerio cristiano, se non per la grazia e la virtù dello Spirito Santo che sovviene alle nostre debolezze e che ci guida in tutta la Verità. Cerchiamo perciò la pienezza e la guida dello Spirito Santo affinché il nostro insegnamento possa essere davvero incisivo e segnare così la vita di tanti credenti. GB.

da: Il Consigliere della Scuola Domenicale 09 Formato pdf





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