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:: L’insegnante secondo il Nuovo Testamento

La Parola di Dio, pur esaltando l’eccellenza del messaggio dell’Evangelo, rimarca la coerenza del testimone, che ha la funzione di onorare il messaggio e di testimoniare la potenza della Grazia (Atti 9:20-22).
    1. Chi insegna nel Nuovo Testamento. È tema utile per evitare fraintendimenti e confusione fra ruoli e compiti differenti:
  • a) i ministri dell’Evangelo (Tito 2:15; 1Timoteo 6:2)
  • b) i genitori cristiani (Efesini 6:4; Ebrei 12:9)
  • c) i cristiani in generale, in qualità di testimoni dell’Evangelo (Matteo 28:19)
  • d) i cristiani, in particolare, ai quali è riconosciuta una capacità d’esortazione.
    2. Il ministerio della Parola ed il monitore.
  • a) La responsabilità individuale. Non esercitare il ministerio della Parola non esime da responsabilità rispetto l’uditorio, difatti la preghiera (Matteo 21:22), la preparazione biblica (Colossesi 3:16) e la promozione della fede (2 Timoteo 3:10) devono essere caratteristiche costanti nella vita di un Monitore.
  • b) La responsabilità generale. Il monitore non deve rispondere della propria condotta soltanto ai membri della propria classe ma a tutta la comunità (Atti 16:1-2).
  • c) La responsabilità corale. Il monitore non è governatore della classe. Inserito nel corpo della chiesa è chiamato a coesione con la comunità d’appartenenza (Romani 12:6; Filippesi 4:2) ed a collaborazione con i responsabili (Atti 14:23).
    3. Il compito del monitore. Tracciamo per sommi capi i compiti del monitore.
  • a) L’ammaestramento nella Parola di Dio. Non si può, e non si deve, prescindere dall’unico libro di testo che è la Bibbia (2 Timoteo 3:16).
  • b) L’incoraggiamento alla conversione. È il compito principe di ogni credente, l’invito al ravvedimento è il sunto della predicazione di Gesù (Matteo 4:17).
  • c) La promozione della fede. Quanti sono già credenti devono godere di un ulteriore aiuto nella Parola di Dio per crescere nelle vie del Signore (Atti 18:25).
    4. La persona del monitore.
  • a) Il Monitore nella sua vita intima. Il monitore deve possedere i frutti di una reale conversione e di una sana testimonianza cristiana (2 Corinzi 4:13), è indispensabile che sia battezzato nello Spirito Santo (Atti 1:8)
    • Il rinnovamento della vocazione (1 Giovanni 2:28).
    • Il perseguimento della santificazione per ricercare la separazione dal male (2 Corinzi 7:1).
    • L’approfondimento dello studio. La lettura della Bibbia deve essere accompagnata da uno studio personale più approfondito (Atti 17:11).
  • b) Il monitore nella sua vita familiare. La coerenza è un bene primario.
    • La comunione in famiglia (Efesini 5:33).
    • La devozione in famiglia. È bene che la famiglia si riunisca in casa per pregare il Signore, così come nel locale di culto (Atti 16:25-34).
 
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Salvatore Cusumano






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