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:: MISSIONE Scuola Domenicale

È impossibile parlare dell’opera della Scuola Domenicale nelle nostre comunità senza far riferimento ai bambini.
Sia gloria a Dio per le centinaia di classi dove monitori e monitrici insegnano la Parola di Dio.
Classi composte da bambini, da ragazzi, da adolescenti, da giovani, da adulti e in alcune chiese da giovani coppie. Ribadisco, però, che nel nostro immaginario collettivo di credenti l’opera della Scuola Domenicale è legata strettamente ai bambini.
Uno dei riferimenti del Vangelo che forse più ritorna alla mente ed è legato a questo soggetto è il seguente: “Allora gli furono presentati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Ma Gesù disse: «Lasciate i bambini, non impedite che vengano da me, perché il regno dei cieli è per chi assomiglia a loro»” (Matteo 19:13-14).
Prenderò spunto da queste parole del Vangelo di Matteo per fare alcune considerazioni.

PRESENTIAMO I NOSTRI BAMBINI A GESÙ
Il titolo della meditazione è: Missione Scuola Domenicale. Far conoscere Gesù ai bambini è una missione unica.
Come credenti tutti noi siamo responsabili di ognuno dei bambini che frequentano la comunità.
Nelle nostre classi di Scuola Domenicale troviamo anche bambini i cui genitori non frequentano nemmeno i culti, ebbene è nostra responsabilità pregare per loro e per i genitori.
Parte importante in questa missione l’hanno i nostri monitori e monitrici. Evidentemente il discorso, poi, è allargato ad ogni età ed a ogni classe della Scuola Domenicale.
Essere un’insegnante di Scuola Domenicale non è un semplice onore. È soprattutto un onere.
Questo alto incarico non è cosa da poco, è carico di responsabilità. Tante volte diviene impegno gravoso. Spesso senza che ne derivi alcun riconoscimento.
Sei pronto ad essere missionario nella Scuola Domenicale?
Un missionario inviato direttamente da Dio!
Non si può essere monitore solo perché si hanno qualità umane adatte.
Oppure essere monitori perché siamo nelle simpatie di un pastore o di un consiglio di chiesa.
Nemmeno diplomi o lauree adatte allo scopo possono bastare. Deve essere assolutamente una chiamata.
Per questo motivo è indispensabile essere battezzati nello Spirito Santo ed essere ripieni della Sua potenza. Presentare Gesù, questa è la missione.

PERCHÉ IMPONESSE LORO LE MANI E PREGASSE
Lo scopo di questa missione è far conoscere Gesù ai bambini, ma anche permettere che Egli li tocchi.
Essere toccato da Gesù significa conoscere la salvezza eterna, ricevere benedizioni continue, ricevere consolazioni, aiuto ed ogni altro bene.
Far conoscere Gesù ai bambini o ai ragazzi, ai giovani come agli adulti è anche far conoscere la preghiera e la potenza della preghiera. Far conoscere Gesù come uomo di preghiera. “Poi, la mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava” (Marco 1:35).
Il monitore o la monitrice hanno la missione di far innamorare lo studente di Gesù, ma anche della preghiera. “Gesù era stato in disparte a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli»” (Luca 11:1). Essi stessi devono essere uomini e donne di preghiera.

MA I DISCEPOLI LI SGRIDAVANO
In una missione gli ostacoli che si possono trovare lungo il cammino sono innumerevoli.
È doloroso però che gli ostacoli siano posti da coloro da cui ti aspetteresti, invece, aiuto.
Nel giorno in cui i genitori stanno presentando i loro figli a Gesù, proprio i discepoli si frappongono fra loro e l’oggetto del loro interesse.
Caro missionario monitore continua a guardare a Gesù. Ricorda qual è la tua missione!
Non provare a risolvere da solo il problema, o addirittura ad abbattere l’ostacolo con le tue forze.
Gesù interverrà a favore di questa missione, perché è Lui che ti ha chiamato ed è in tuo appoggio. “Non impedite”, fu il monito di Gesù ai discepoli.
Quanti ostacoli o divieti dettati dalla carnalità, da sentimenti o risentimenti personali hanno vietato alla Scuola Domenicale di prosperare nelle comunità!
Intralciare o rendere difficile il lavoro ai monitori è diabolico. Molti possono essere gli ostacoli ma Gesù è colui che conduce in questa missione straordinaria.

LASCIATE I BAMBINI, NON IMPEDITE CHE VENGANO DA ME
Né un monitore, seppur capace, né metodi straordinari d’insegnamento, né classi ricche di materiale adatto all’istruzione, possono compiere il miracolo del far conoscere Gesù allo studente della Scuola Domenicale.
Monitori, metodi e ausilio didattico sono essenziali, ma solo se al servizio del nostro amato Signor Gesù Cristo. “Lasciate che vengano da me” Tutto può concorrere a portare un’anima di un bimbo, di un ragazzo o di un adulto a Gesù, ma poi è Lui che opererà nel profondo della loro anima. L’idea è espressa in un fatto del Vangelo di Marco al capitolo 2. “E vennero a lui/span> (Gesù) alcuni con un paralitico portato da quattro uomini. Non potendo farlo giungere fino a lui a causa della folla, scoperchiarono il tetto dalla parte dov’era Gesù; e, fattavi un’apertura, calarono il lettuccio sul quale giaceva il paralitico”.
 L’opera della Scuola Domenicale può consistere in questo: far arrivare lo studente davanti a Gesù Cristo. E come per quell’uomo paralitico ci fu la guarigione e il perdono dei peccati, così per lo studente ci sarà salvezza, liberazione e altro ancora.

APPELLO AI PASTORI E ALLE COMUNITÀ
La Scuola Domenicale è opera di Dio. Come tale amiamola! Diamoci per essa! Dove non esiste nemmeno una classe di Scuola Domenicale si preghi con fervore affinché abbia inizio al più presto.
Non importa se la classe sarà composta perfino da un solo bimbo o ragazzo, è essenziale che in una comunità ci sia la Scuola Domenicale.
Preghiamo il Signore che susciti veri missionari monitori disposti a spendersi per quest’opera unica. Ai monitori che già svolgono questo compito vada l’appoggio totale dei genitori, dei pastori e di tutta la comunità. Preghiamo intensamente per loro.
Non siamo di intralcio, né di ostacolo. Così facendo contribuiremo all’opera gloriosa di Dio.
Possano le parole di Dio dette a Mosè essere rivolte più o meno allo stesso modo ad ogni monitore e ad ogni monitrice, nel giorno in cui concluderà la propria missione. “Poiché il Signore, il tuo Dio, ti ha benedetto in tutta l’opera delle tue mani, ti ha seguito nel tuo viaggio attraverso questo grande deserto; il Signore, il tuo Dio, è stato con te durante questi quarant’anni e non ti è mancato nulla” (Deuteronomio 2:7).

da: RISVEGLIO PENTECOSTALE – 7/8 2013 Formato pdf Felice Leveque




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