Tutto l'evangelo Adi 8x1000 - 2015
Home | Forum | Newsletter | Audio mp3 | Scuola Domenicale | Eventi | Foto | Link
Inserisci il tuo indirizzo Iscrivimi Cancellami Leggi arretrati Leggi arretrati
L'angolo del Pastore
Nato di nuovo
Letture
Studi biblici
Meditazioni
Pensieri
Attualità
Pionieri
Bibbia online

Emittenti TV Cristiani Oggi

Il messaggio della settimana in mp3

Le frequenze di radio evangelo

La nostra comunità

Testimonianza PentecostaĆ²e

Chi siamo

Le nostre attività

Turno campeggio 2017

Giornalino L'informatore Evangelico

:: "…ETERNO…LA TUA GIOVENTÙ VIENE A TE"
(Salmo 110:2, 3) - Prima Parte

UN POPOLO MILITANTE
    INTRODUZIONE
Tra le figure che la Scrittura utilizza per descrivere il popolo di Dio, compresi i giovani, troviamo anche quella del soldato (2 Timoteo 2:3). È un’immagine che suscita sensazioni non molto gradevoli. Tutti coloro che amano vedere la vittoria non rifiuteranno la necessità di considerarsi soldati.
    1. I "NEMICI" INDIVIDUATI
la Sua presenza e la vittoria finale. Il credente ha diversi "nemici", anche se ne vedremo soltanto alcuni.
1. La vecchia natura (Romani 7:5, 23) deve essere mortificata, la nuova alimentata (Romani 6.13, 19; 7:18; Galati 5:17);
2. Il mondo. È necessario un sano realismo senza esasperate esagerazioni (1 Giovanni 2:15, 16; 5:19)
3. L'avversario (1 Pietro 5:8, 9). È pericoloso perché tentatore e ingannatore (2 Corinzi 11:14; Giosuè 5:14; cfr. Matteo 4:10).
    2. IL COMBATTIMENTO ILLUSTRATO
Sembra apparentemente strano ma nella vita cristiana si deve parlare anche di battaglia, di combattimento.
1. La natura. (Efesini 6:12; cfr. 2Corinzi 7:5; 10:3): sono necessari i metodi perché il nemico li adotta (cfr. 2 Corinzi 2:11).
2. Le armi. (Efesini 6:11), è quella del soldato a piedi, del fante. Armi difensive (Efesini 6:14-17/a).
Armi "offensive" (Efesini 6:17/b; Luca 4:13). Armi "propulsive" (Efesini 6:18): la preghiera "per lo Spirito" (cfr. Isaia 54:17).
3. I campi. Esistono diversi campi nei quali si svolge questa battaglia: la fede (1 Timoteo 6:12) per conservare e diffondere la fede; la Comunione (Colossesi 2:1): a favore dei fratelli; la preghiera (Romani 15:30): non certamente contro Dio; la dottrina (Giuda 3; Filippesi 1:27): oggi più che mai attaccata.
    3. I PERICOLI INDICATI
Esistono diversi pericoli dai quali guardarsi, perché rischiano di rendere "le mani" del soldato "cadenti e la ginocchia vacillanti" (Ebrei 12:12).
1. La superficialità. (2 Timoteo 2:4): si può essere facilmente distratti;
2. L'indulgenza. (Geremia 42:11-16; 2Timoteo 3:4: notare "amanti" del piacere; attenzione al miele: Proverbi 25:16; Isaia 13:4).
3. La pigrizia. (Giudici 5:16, 17; Giosuè 18:3): nessuno come i giovani credenti ha una fonte di forza e di "ricarica" sempre pronta (cfr. 1 Timoteo 1:12).
    4. IL SOLDATO DESCRITTO
Le caratteristiche del soldato appaiono di fondamentale importanza perché possono essere sofisticate le armi ma il valore del soldato è indispensabile e le sue qualità possono svolgere un ruolo determinante ai fini della vittoria.
1. Disciplinato. Vuol dire "mostrare obbedienza rigorosa a norme che regolano una convivenza scolastica, di lavoro, militare, religiosa e simili". I diversi aspetti dell’ubbidienza (Matteo 8:9; Efesini 1:22; Gioele 2:6-11);
2. Determinato (2 Timoteo 2:4). La determinazione è fondamentale nel carattere del soldato. Porsi più obiettivi può condurre all’inadempienza e possedere un "cuore diviso" al fallimento (Matteo 6:24);
3. Diligente (Efesini 6:13). Ogni soldato è responsabile di se stesso e degli altri quando è in servizio, perciò sarà diligente nell’impegno.
    5. LA VIGILANZA RACCOMANDATA
La vigilanza è una delle principali qualità raccomandata ad un soldato che svolge il proprio servizio di guardia (Efesini 6:18/b).
1. La natura (Marco 14:37, 38). Il termine infatti indica non soltanto la condizione di chi è sveglio, ma di colui che è intento, impegnato a svolgere un compito, un’attività;
2. L’ampiezza (Efesini 5:15). I credenti non sono persone indipendenti, sono invece legate da un vincolo che richiede: una vigilanza personale (cfr. Efesini 5:18); una vigilanza "fraterna" (Genesi 4:9; Ebrei 10:24,25); una vigilanza "missionaria" (Ezechiele 3:17-19)!
3. La durata. Un buon soldato veglierà sempre! Non sappiamo quando Gesù ritornerà (Matteo 13:35-37).
    6. LA FORZA DISPIEGATA
I soldati antichi affidavano tutti alla propria forza, alla propria abilità.
1. La fonte (Efesini6:10). La sua natura: "autorità, dominio o potenza nei confronti di qualcuno o di qualcosa". La dimensione: "possanza" è potenza nel senso di forza militare o pura forza fisica (Colossesi 1:29). L’acquisizione: "Fortificatevi" traduce un verbo che esprime l’idea di acquisire capacità o abilità (1 Pietro 1:6, 7): "Siate capaci nel Signore e nella potenza che viene dalla Sua forza";
2. La natura (Isaia 52:1; Efesini 4:24; Luca24:49). Un soldato si può distinguere tra tutti a motivo della divisa. La fonte: la grazia di Dio;
3. Le sfere La forza dei credenti si manifesta in diverse sfere della vita cristiana. Gli insegnamenti errati (Matteo 13:25): il nemico li semina mentre gli uomini dormono. Le infiltrazioni mondane (1 Pietro 1:14): sono infide e micidiali (Aggeo 2:10). Il moderno individualismo (Romani 12:4, 5): produce fratture e divisioni tra i credenti.
    7. LA VITTORIA GARANTITA
Lo scopo della "militanza cristiana" non è quello di subire la sconfitta ma di assaporare la vittoria (Efesini 6:13; Giacomo 1:12).
1. La necessità: fede e perseveranza (2 Cronache 13:12; 20:15-17; 1Giovanni 5:4): la fede predispone sempre all’azione (Giacomo 2:26);
2. La condizione (Osea 7:11; 1Corinzi 9:25, 26): il formalismo che rende vana la nostra vita, il nostro culto, il nostro servizio;
3. La natura (Romani 8:37): è una vittoria perenne (2 Corinzi 2:14). L’espressione "finché Io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi" (Ebrei 10:12). Per umiliare i vinti fatti prigionieri, i vincitori mettevano loro i piedi sul collo e li facevano servire da sgabello (Giosuè 18:24); lo sgabello divenne anche parte integrante del trono (2 Cronache 9:18; Ebrei 10:13).

  Eliseo Cardarelli



"…ETERNO…LA TUA GIOVENTÙ VIENE A TE"
(Salmo 110:2, 3) - Seconda Parte

UN POPOLO SANTO
    INTRODUZIONE
Mai come oggi abbiamo visto un tempo in cui si cerca di dare grande importanza ai giovani, spesso perché si ritengono più preparati e moderni. Questo è normale, quando tuttavia si finisce per eccedere vengono fuori numerose difficoltà. D’altra parte, vi sono alcuni che non attribuiscono neanche l’importanza dovuta ai giovani perché li ritengono sempre immaturi ed inesperti.
A noi interessa sapere come ci vuole il Signore perciò ricorriamo alla Sacra Scrittura, dalla quale è evidente che Gesù, quando passa in rassegna, desidera vedere i Suoi giovani santi (Matteo 25:19-21, 24-27).
L’alba ci fa pensare alla venuta di Cristo:
1. L’importanza della santificazione per essere in grado di comparire davanti al Signore (Luca 21:36), comparire ci dà l’immagine marziale di essere tutti in un "santo schieramento", tutti in fila; una grande rassegna davanti al Re.
2. L’importanza della santificazione per perseverare e conservare la salvezza (Ebrei 12:14), per presentarci un giorno davanti a Gesù, lo Sposo celeste (2 Corinzi 11:2), infatti Gesù ci ha riscattati per essere santi e irreprensibili e farci comparire davanti a Sé (Colossesi 1:22; Efesini 5:25-27).
3. L’importanza della santificazione nell’attesa della venuta di Gesù. È necessario essere pronti, vigilanti, sobri e nutrire il desiderio e la speranza del ritorno di Cristo (1 Tessalonicesi 1:9).
    1. I SANTI COME FIGLI DI DIO
1. Noi siamo figli di Dio. Per esserlo dobbiamo essere nati di nuovo. Se abbiamo ricevuto la stessa natura del Padre celeste , mediante l’azione della Parola di Dio e dello Spirito Santo avremo tutta l’intenzione di continuare il nostro cammino fino al cielo, dove vedremo Gesù, progrediremo nella santificazione (2 Pietro 1:4-11).
Il figlio di Dio è anche figlio di luce (Efesini 5:8). Egli non ha nulla a che fare con le tenebre:
a. Egli cammina nella luce (1 Giovanni 1:6,7);
b. Egli usa le armi della luce (1 Tessalonicesi 5:4-8);
c. Egli produce il frutto della luce (Efesini 5:9).

2. Dio vuole che siamo integri (Filippesi 2:15 - N. Riv.). Gente che non scende a compromesso ma che tiene alta la Parola di Dio e dimostra che l’integrità spirituale e morale è la cosa migliore, produce gioia e vittoria. Uno spirito benigno e pacifico è di gran prezzo agli occhi di Dio (1 Pietro 3:4), Dio gradisce la "Bellezza della santità" (Salmo 110:3, altra versione) e l’essere puri davanti a Dio significa essere forti, integri e vittoriosi (Salmo 119:9; 1Giovanni 2:14; 2Timoteo 2:21). Rimangono sempre esempi luminosi quelli di Daniele e Giuseppe che si mantenevano integri in ogni circostanza.

3. Come figli siamo anche eredi (1 Pietro 1:4), sono coloro che vivono con uno sguardo verso il cielo, perché sanno che il loro tesoro è in cielo. Scelgono una vita semplice nella quale si predilige ciò che è fondamentale (Atti 2:42).
    2. SANTI COME SACERDOTI A DIO
Siamo al servizio del Sommo Sacerdote eterno (Salmo 110:4; Ebrei 7:16,17,26), che ha pagato il prezzo del riscatto (Ebrei 13:12) con uno scopo preciso (Tito 2:14). Questo servizio deve essere svolto con abiti appropriati, santi, puri, la parata è adorna di sacri paramenti (Apocalisse 3:4, 5; 19:7, 8).

1. Il sacerdote è chiamato a cercare santità e purezza (Levitico 20:26), a distinguere ciò che è puro da ciò che non lo è (Levitico 10:9-11). Vediamo alcuni esempi:
a. L’apostolo Giovanni è sicuramente un esempio positivo, perché è sempre in comunione con Gesù da giovane (nell'ultima cena poggiava la testa sul petto di Gesù), dopo la morte e resurrezione di Gesù e da anziano scrive il Vangelo che porta il suo nome, le Epistole, l'Apocalisse: egli si tiene costantemente pronto per il ritorno del Signore (I Giovanni 3:2, 3).
b. Sansone, invece ci offre un pessimo esempio, perché partecipa ai costumi dei giovani filistei, sposa una loro ragazza e finisce per morire in un loro tempio.
c. Un altro bellissimo esempio è costituito da Samuele che in mezzo a giovani sacerdoti malvagi dimostra di essere un ragazzo che ama il Signore, cresce come piace a Dio e si mantiene fedele, diventerà giudice, profeta, sacerdote e capo in Israele (1 Samuele 2:17, 18).

2. Il sacerdote è un uomo che rende un servizio (Romani 15:16)

3. Il sacerdote è chiamato anche ad offrire sacrifici spirituali (1 Pietro 2:4, 5, 9).
    3. SANTI COME PRINCIPI DI DIO
1. I principi sono anche ambasciatori. Davide desiderava che suo figlio portasse l’alta dignità di un "ambasciatore di Dio" e glielo chiese espressamente (1 Cronache 28:4, 5, 9), così il tempio doveva essere dignitoso e il culto altrettanto decoroso, santo e pieno di gioia (1 Cronache 16:8-11, 29). Un esempio di un "nobile ambasciatore" lo troviamo in una piccola fanciulla d’Israele (2 Re 5).

2. I principi sono anche eletti (1 Pietro 1:2). nella prima Epistola di Pietro troviamo la ragione per cui essere santi, cioè assomigliare al Padre (1 Pietro 1:15, 16); i mezzi della santificazione, cioè il sangue di Cristo (1 Pietro 1:18, 19), la Parola di Dio (1 Pietro 1:22, 23), lo Spirito Santo (1Pietro 1:2, 3; 1Pietro 4:14; 1Pietro 5:10). Molto importante in questa Epistola è anche il concetto di "fare il bene" che include tre cose:
a. Fare la volontà di Dio;
b. Avere un buon comportamento;
c. Attenersi a buone opere.

3. I principi sono anche soldati. "Parata" è un termine che evoca una sfilata militare. Noi combattiamo con armi spirituali, quali la fede, l’amore, l’Evangelo della pace. Nel nostro salmo è forte il pensiero della battaglia: un re seduto in Gerusalemme, alla destra di Dio. lo scettro del potere, vi sono i nemici (Salmo 110:1, 2), l’esercito del re, una parata militare di giovani, il fior fiore dell’esercito (Salmo 110:3), la vittoria sui re, il giudizio su chi è "sotto l’ira del re" perché non è santo, una vittoria schiacciante, alzerà il capo vittorioso (Salmo 110:5, 6, 7).
L’alba ci parla di bellezza, di purezza, forza. Nel Salmo 110, Gesù è presentato come Signore, Re e Sommo Sacerdote, la chiesa risplende della Sua bellezza (Cantico dei Cantici 6:10).
L’alba ci fa pensare alla venuta di Cristo (Tito 2:11-14; Filippesi 3:20, 21). Quando lo vedremo saremo simili a Lui e risplenderemo della Sua gloria in modo completo, allora Egli ci presenterà al Padre come parata di santità dal seno dell’alba. Gesù viene presto! Amen, vieni Signor Gesù!

 
Formato pdf
Simone Caporaletti






Chi siamo | Dove siamo | Mappa del sito | Diritti d'autore

© www.tuttolevangelo.com 2002 - 2017 - Tutti i diritti sono riservati. È vietata ogni riproduzione anche parziale.
WEBMASTER - Direttore direttore@tuttolevangelo.com
Powered by FareSviluppo.it