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I desideri giovanili

I giovani sono indubbiamente importanti. Lo sono per la vitalità che li distingue oggi e per le responsabilità che si assumeranno domani. Sono l’oggetto della speranza di genitori e anziani. Per questa stessa ragione, però, qualcuno non risparmia alcuno sforzo nel tentativo di annullare le loro capacità e rendere inutile la loro presenza in ogni generazione. È proprio in gioventù che si affrontano le più grandi tentazioni della vita e si compiono scelte tali da condizionare il resto dell’esistenza. Qualcuno ha infatti affermato: “Fai le scelte giuste e il tuo futuro sarà radioso. Scegli in maniera errata e sarai costretto a convivere con i tuoi errori per il resto della vita”.
Il Signore ripetutamente avverte i giovani intorno al pericolo delle trappole del peccato di cui si può essere vittima. Una di queste esortazioni la troviamo in 2 Timoteo 2:22 “Fuggi gli appetiti giovanili”. Mentre da una parte la Scrittura esorta ad affrontare il “buon combattimento della fede” senza alcun timore, dall’altra sollecita i giovani a fuggire davanti al peccato. Non si tratta di codardia, ma di saggezza! Se si indulge al peccato se ne esce miseramente sconfitti!
Per “appetiti” s’intendono i desideri giovanili. Il termine però è molto forte e si riferisce alle passioni, non semplicemente ai desideri, ma ai desideri imperiosi, ardenti. Infatti, non v’è alcun pericolo nella presenza di legittimi, sani desideri giovanili, come non ve n’è nel corrispondere con sobrietà alle naturali esigenze del corpo umano, come la fame e la sete. Altra cosa è invece la loro smodata soddisfazione, che rende schiavi del vizio. Molte volte, quello utilizzato dall’apostolo Paolo è un termine presente nelle Scritture con significato negativo, “cattivi desideri” ovvero “desideri peccaminosi”. A cosa si riferisce l’espressione? Gli “appetiti giovanili” possono essere classificati sotto tre grandi categorie, tutte con la P di “passione”.

Piacere
Oggi più che mai è rappresentato dal piacere fisico, sessuale. L’apostolo Paolo esorta dicendo: “Fuggite la fornicazione” (1 Corinzi 6:18). Perciò quando stimola il giovane Timoteo a fuggire gli appetiti giovanili si riferisce indubbiamente alla disordinata soddisfazione che oggi molti giovani cercano nel piacere fisico. Può indubbiamente rappresentare un problema anche per i credenti. Quando si raggiunge la pubertà, ci si sente improvvisamente attratti dall’altro sesso. È naturale. Dio ci ha creato così. A causa del peccato, però, il desiderio può portarci oltre e indurci a compiere atti contrari alla volontà di Dio, alla Sua Parola e quindi al nostro bene supremo, spirituale ed eterno. La tentazione può essere particolarmente pericolosa a causa di condizionamenti ambientali e di imperiose necessità di ordine fisico. Infatti, man mano che si cresce, aumenta anche l’esigenza, per non parlare poi della diffusione del fenomeno. Si sente ripetere: “Gli adolescenti ormai lo fanno tutti!”. Anche i giovani credenti sono tentati di “fare l’esperimento”. Si possono fare esperimenti a scuola, nel laboratorio di scienze, ma non in un aspetto così delicato della vita … si rischia di rovinare per sempre la propria esistenza!
I giovani dovrebbero tutti riflettere: il dono più prezioso che si può fare al proprio marito e alla propria moglie è quello della purezza, destinata a diventare un fondamento incomparabile per un matrimonio stabile e duraturo. In 1 Corinzi 11:2, l’apostolo Paolo parla della chiesa dicendo: “Poiché io son geloso di voi d’una gelosia di Dio, perché v’ho fidanzati ad un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo”. Se un fidanzato pretende di avere rapporti intimi prematrimoniali dicendo: “Se mi ami davvero, fallo”, forse c’è da dubitare soltanto del suo amore, è anzi opportuno allontanarlo con estrema decisione, un legame duraturo si fonda sul rispetto e non sull’egoismo! Il problema è che molti giovani oggi rischiano di diventare estremamente “liberi” perché i loro principi morali sembrano diventare sempre più elastici. Si frequentano ambienti e luoghi “pericolosi”, capaci di intaccare la loro purezza oppure si scelgono compagnie non certamente utili alla crescita spirituale. Si deve avere il coraggio di dire “no”. Dio ha riservato l’unione intima al legame coniugale fin dall’istituzione del matrimonio: “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua moglie, e saranno una stessa carne” (Genesi 2:24). Nella mentalità ebraica, il “lasciare le rispettive case paterne” corrispondeva esattamente al matrimonio, dopo di che veniva appunto l’unione fisica. È una misura necessaria per salvaguardare la prole, e quindi la cellula fondamentale della società, la famiglia appunto, nonché l’integrità della persona e il rispetto reciproco. La volontà di Dio non è cambiata!

Potere
Consiste nel peccato molto diffuso dell’orgoglio. Alla tentazione di “brillare di luce propria” anziché di quella riflessa che viene da Gesù, più pura, bella e duratura, sono esposti soprattutto i giovani. La società moderna favorisce i soggetti che si prefiggono di conseguire il dominio sugli altri, animati dalla volontà di affermarsi e tutto questo si risolve in antagonismi, competizioni, spesso accompagnati da superbia, invidia, lotte senza scrupoli, ambizioni e gelosie. Un nuovo termine ha fatto irruzione nella psicologia moderna, l’autostima, per cui un giovane deve avere di sé un concetto elevato, deve potersi considerare buono, capace, forte, attraente, ricco, dotato di evidente prestanza fisica, ecc. Tutto questo è forse il caso di definirlo autoinganno e non autostima! Produce infatti la concorrenza e la prevaricazione. Conduce all’orgoglio. La Bibbia afferma esattamente il contrario: non siamo tutti buoni, basta farlo emergere, ma tutti peccatori! (cfr. Romani 3:9-18). Saulo non viveva una vita di cui poteva andare particolarmente fiero prima di conoscere il Signore, anche se umanamente poteva averne tutte le ragioni, anzi egli stesso dice di sé: “Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo” (1 Timoteo 1:15).
Per nutrire una corretta opinione del proprio valore bisogna passare dalla stima di sé alla stima di Cristo. Soltanto allora potremo sperimentare la vera potenza non dell’affermazione di sé, che conduce alla morte eterna, ma di “Cristo in noi speranza di gloria”, cioè della salvezza, che produce la vita eterna per mezzo della fede nella grazia di Dio.

Possesso
Il materialismo non riguarda soltanto il lavoro o gli adulti avviati ormai ad una soddisfacente carriera, ma anche i giovani, che oggi avvertono il richiamo allettante del successo. Si spendono infatti fior di quattrini per un capo d’abbigliamento firmato, che sia una maglietta o un paio di pantaloni. Il desiderio nasce o a causa della voglia di emulare i coetanei o dalla necessità di seguire la moda. Decine di giovani lavorano duramente durante la fine della settimana per guadagnare danaro sufficiente a comprare magari una t-shirt all’ultimo grido!
Nel primo caso non si conosce ancora la soddisfazione che deriva dall’essere differenti e nell’altro probabilmente non si è ancora scoperto che quanto indossiamo oggi è stato deciso non da noi, ma da qualcun altro due anni fa, quando il capo d’abbigliamento è stato ideato: pensiamo d’aver compiuto il più grande atto di libertà invece abbiamo operato una scelta che dimostra quanto siamo succubi della mentalità dominante. Osiamo essere differenti dagli altri! “E non vi conformate a questo secolo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2), non seguiamo perciò le mode del mondo.
Quale grande spreco di danaro si cela dietro la volontà di essere alla moda! Sarebbe tanto meglio utilizzare quel danaro per l’opera di Dio e ritrovarsi così un tesoro nel cielo. “Or la pietà con animo contento del proprio stato, è un gran guadagno” e “l’amor del danaro è radice di ogni sorta di male” (1 Timoteo 6:6, 10). “Fuggi gli appetiti giovanili”. Si tratta di un imperativo, di un comando, non di una opzione, di una possibilità di scelta. È un’esortazione a correre con perseveranza e a non guardare più indietro, e durante la corsa “la tua parola è una lampada al mio piè ed
Descrizione: desideri_giovanili
una luce al mio sentiero” (Salmo 119:105). Soltanto così Gesù uscì vittorioso dalla tentazione del piacere, del potere e del possesso: “Sta scritto” (Luca 4:1-13).

 
ELISE0 CARDARELLI
 
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