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:: I ruoli familiari
    La gerarchia genealogica degli Ebrei
Il popolo di Israele (il popolo di Dio) era così suddiviso:
  1. Il Popolo (am);
  2. La Tribù, (sebet rnatteh);
  3. Il “Clan” era qualcosa di più grande e più complesso di ciò che viene definita famiglia (mispaha);
  4. La “casa paterna” (bet ab) intesa come il patriarca e i suoi discendenti. Giosuè 7:16-18.
Israele (il popolo), le dodici tribù (sebet), i clan (le famiglie allargate, mispaha) e poi la tenda, la casa (bayit)!
    LA SCELTA DEL CONIUGE.
Dalla scelta del coniuge erano esclusi alcuni parenti stretti sia di sangue, sia di matrimonio: Levitico 18:16-18; Deuteronomio 27:20-23, ma al di fuori di questi gradi di parentela proibiti, la maggior parte dei matrimoni avveniva all’interno del clan Genesi 24:2-4; 28:1, 2; Giudici 14:1-3, perché?
  1. La persona dello stesso clan dava più affidabilità. Chi veniva da fuori non la si conosceva!
  2. Si voleva proteggere l’integrità familiare e patrimoniale Numeri 36:7; 1Re 21:3
  3. All’interno della famiglia allargata si doveva offrire il culto a Dio! Nella famiglia allargata venivano impediti i sacrifici a idoli e facevano il guardiano l’uno dell’altro! Levitico 20:1-5. Quando l’idolatria colpiva un membro della famiglia, tutta rimaneva infetta e quindi la si proteggeva da idoli per non perdere la comunione con Dio!
  4. Si celebrava la Pasqua insieme, il momento della festa, se uno dei due non apparteneva al popolo di Dio si sarebbe potuto opporre Esodo 12:21. Il capo famiglia procurava l’agnello per tutta la famiglia e l’offriva al Signore! Riportiamolo a noi: il marito che si preoccupa dell’agnello! Chi è per noi l’agnello? Cristo è la nostra Pasqua, Egli è l’agnello da dividere e condividere con la famiglia!
  5. Si prendeva parte ai sacrifici di famiglia 1 Samuele 20:29. Oggi si dovrebbe chiamare un culto di famiglia! Chi lo fa?
  6. Si faceva cordoglio per la morte. Zaccaria 12:12.
    DOVERI DEL MARITO E PADRE
L’uomo, come capo della famiglia era obbligato a servire la famiglia e questa investitura gli veniva conferita nella settimana di festa dello sposalizio, non era solo una festa ma gli veniva data questa carica importante! Dio ha dato l’uomo come capo famiglia e proprio come capo famiglia era obbligato a servirla!
  1. A titolo personale, si proponeva quale esempio di rigoroso attaccamento individuale a Dio. Prima di incitare ai figli ad attenersi alla Legge doveva essere lui di esempio di devozione, di sottomissione, di ubbidienza, al Signore e alla Sua Parola di conseguenza un esempio nel comportamento, nel parlare, nella purezza, nella saggezza… Genesi 8:20; 12:7, 8; 13:4, 18; 26:25; 33:20; 35:1, 3, 7; Esodo 17:15; Giobbe 1:1-5.
  2. Aveva l’obbligo di accompagnare la propria famiglia alle feste, tenendo viva la memoria della liberazione di Israele 1 Samuele 1:21; Esodo 23:14-17; 34:18, 22-24; Deuteronomio 16:16; Levitico 23. Il non potervi partecipare era considerata una grave perdita, la limitazione di un privilegio Numeri 9:6, 7; Deuteronomio 16:1, 10. Dio non desiderava che le convocazioni diventassero un rito formale e vuoto, così quando la tradizione tolse a queste feste il loro vero carattere, mandò i profeti per rimproverare severamente gli Israeliti per il modo superficiale e ipocrita con cui le celebravano Amos 5:21-24; Isaia 1:13-20. Poi c’era la festa del Sabato Levitico 23:1-3
  3. Aveva l’obbligo di ammaestrare la famiglia nella Legge e vigilare sulla salute e crescita spirituale dei figli Deuteronomio 6:4-10.
  4. Aveva l’obbligo di istruire i figli nella via della sapienza, forgiando particolarmente il loro carattere insegnando loro a camminare nel sentiero dei loro padri. Proverbi 22:6.
  5. Il padre dava al figlio un’educazione tale che questi potesse far fronte alla vita con successo: Proverbi 1:8, 9; 6:20-22. Per le volontà testarde dovevano essere prese delle crude decisioni (lo scopo era preventivo!): Deuteronomio 21:18-21. L’insegnamento professionale si basava generalmente sulla trasmissione delle conoscenze tecniche che si erano ereditate dalle generazioni anteriori. Tali conoscenze generalmente riguardavano arti manuali (oreficeria, fucinatura, carpenteria, la pastorizia, l’agricoltura, ecc… Esodo 31:1-6.
  6. Per comando diretto di Dio Deut. 6:4-9, gli Israeliti insegnavano ai fanciulli le parole divine, il timore di Dio e ripetevano loro i ricordi che si conservavano dell’esodo: Esodo 10:1, 2; 12:25-27; 13:8.
  7. Aveva il compito di affidare ai figli l’incarico di trasmettere ai discendenti quanto avevano appreso: Salmo 78:3-6 cfr Proverbi 4:3, 4; quando questo non avveniva, i figli non conoscevano il Signore e di conseguenza vivevano periodi tristi, di idolatria, di sviamento e di peccato: Giudici 2:10.
  8. Aveva l’obbligo di amministrare le proprietà terriere e immobili in conformità con le disposizioni della legge di Mosè.
  9. Era obbligato a provvedere alle più elementari esigenze materiali della famiglia.
  10. Aveva l’obbligo di preservare il raggruppamento familiare da minacce esterne! Da bestie feroci, ladri, imbroglioni!
  11. Svolgeva il ruolo di anziano e rappresentante del nucleo familiare presso la porta Proverbi 31:23.
  12. Aveva l’obbligo di tutelare il benessere individuale, l’armonia e l’unità familiare.
  13. Aveva l’obbligo di trattare la moglie con grande dignità.
  14. Aveva l’obbligo di consacrare a Dio il loro primogenito maschio. I primogeniti degli uomini e degli animali appartenevano di diritto a Dio, che non solo li aveva donati, ma li aveva riscattati in Egitto dalla schiavitù e dal giudizio Esodo 12:12, 13; 23, 29; 13:2, 3, 13, 15; 34:19, 20; Luca 2:22. Più tardi, i Leviti presero il posto dei primogeniti degli Israeliti che furono votati al sacerdozio: Numeri 3:12, 41; 8:13-19.
  15. Aveva l’obbligo di circoncidere il proprio figlio maschio l’ottavo giorno. La circoncisione era un rito che permetteva di entrare in possesso dei privilegi della famiglia di Dio, rappresentata da Abramo e dai suoi discendenti della stirpe di Isacco. Consisteva nel tagliare il prepuzio di tutti i maschi, l’ottavo giorno dopo la nascita. Fu stabilita come patto fra Dio e Abramo Genesi 17:9-14; fu rinnovato da Mosè: Esodo 12:43, 44; Levitico 12:3; Giovanni 7:22, 23.
  16. Si dilettavano nel riprendere i propri figli Proverbi 3:12 …
  17. Mostravano loro compassione e compartecipazione! Salmo 103:13 Come un padre è pietoso verso i suoi figliuoli, così è pietoso l’Eterno verso quelli che lo temono. Per pietà in questo caso si intende “partecipazione”, coinvolgimento! Quando vediamo i nostri figli tristi, delusi, amareggiati andiamo vicino e trasmettiamo loro compassione, insieme si cercherà di risolvere il problema, questo rapporto va instaurato da piccoli! Trasmettiamo loro serenità che viene dal Signore! Proverbi 13:24 - Chi risparmia la verga odia il suo figliuolo, ma chi l’ama, lo corregge per tempo: questa è compassione mostrata!
  18. Facevano attenzione alla condotta dei loro figli, ma anche alla propria condotta, in modo da non coinvolgere i figli nelle proprie trasgressioni.
  19. I padri erano tenuti ad amministrare saggiamente gli affari di famiglia, specie in materia di eredità, assicurando in tal modo un equilibrato passaggio alla generazione successiva Numeri 36:7-9.
  20. Invocavano benedizioni sui propri figli, prima del proprio trapasso Genesi 49.
  21. Il genitore era tenuto a proteggere sua figlia da eventuali profittatori, in modo da poterla dare illibata in moglie, la qual cosa avrebbe procurato onore a lui e garanzia di purezza al futuro marito Deuteronomio 22:13- 19 e seg.
    ALLA LUCE DEL N. T. IL SIGNORE CI RICORDA:
  1. Compito importante del padre e madre è quello di provvedere al futuro dei propri figli: 2 Corinzi 12:14. Viceversa, qualora fosse necessario, i figli dovrebbero preoccuparsi dei genitori nella loro vecchiaia, poiché “se uno non provvede ai suoi, e in primo luogo a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede, ed è peggiore di un incredulo” 1 Tim 5:8.
  2. I padri non devono essere eccessivamente severi né provocare ad ira i loro figli: Efesini 6:4 Colossesi 3:21 “… ma allevateli in disciplina!” Né il “genitore accondiscendente”, che omette di disciplinare il proprio figlio, né il “rigido moralista”, adempiono il concetto biblico di educare i figli. Insistiamo con amore, con dolcezza, con mansuetudine nel ripetere le cose che Dio vuole e ciò che è giusto fare! Paolo esprime l’armonia di questo concetto in 1 Tessalonicesi 2:7 mansueti in mezzo a voi, come una nutrice che cura teneramente i suoi bambini e in 1 Tessalonicesi 2:11, 12 "come fa un padre con i suoi figli avevano esortato, confortato e scongiurato ciascuno di voi a comportarsi in modo degno di Dio". Quando siamo solo “amore” si rischia di accondiscendere oppure troppo giustizia si è troppo severi e crudeli! Paolo, ripieno di Spirito Santo dice di nutrire teneramente i bambini, come lui nutriva i fratelli…; come fa un padre: esorta, conforta, scongiura! Noi ai nostri figli li vogliamo esortare, confortare e scongiurare! Esortarli è convincerli, persuaderli, a volte ammonirli. Confortarli è consolarli in alcuni momenti. Scongiurarli è supplicarli a non fare determinati errori, scelte sbagliate per non pagare terribili conseguenze in futuro! Ci sono queste tre azioni da compiere: quando noi genitori riusciamo ad attuarle, come Dio comanda, sotto la guida dello Spirito Santo, avremo famiglie davvero benedette dal Signore! L’ideale di Dio è un padre consacrato e una madre devota che si completino l’un l’altra, allevando i figli nella sana disciplina e nell’amore.
  3. Dalla Parabola del figliuol prodigo Luca 15:11-24 apprendiamo:
    1. Il rispetto delle scelte del figlio anche se non le condividiamo (in età adulta); Luca 15:11;
    2. La preghiera e l’attesa “per il loro ritorno in sé” Luca 15:20;
    3. L’amore Luca 15:20;
    4. La compassione Luca 15:20;
    5. Il perdono Luca 15:20-22;
    6. L’accoglienza gioiosa Luca 15:20-22;
    7. Dimenticare e non rinfacciare i loro errori.
    Approfittiamo dei giorni che il Signore ci dona da stare con i nostri figli per inculcare loro i sani insegnamenti, per mostrare con l’esempio una vita consacrata al Signore e trasmettiamo loro fede in Dio, ubbidienza, amore, fiducia e serenità; se lo ricorderanno sempre! Non buttiamo via tempo prezioso in cose inutili Efesini 5:16!
     
Pasquale Puopolo


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