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Prima della resurrezione di Cristo, lo Spirito Santo operava diversamente rispetto agli uomini, dopo la resurrezione di Gesù si entra in un’altra dispensazione (Giovanni 7:39), questo non vuol dire che nell’A. T. lo Spirito Santo non c’era o che non operasse, ma era limitata ad alcuni, non era dato a tutti: (Esodo 31:3; Giudici 3:10).
  a.
Cadeva eccezionalmente su alcuni uomini fedeli: il caso dei Giudici; (Numeri 11:16, 17, 29; 1Samuele 10:10).;
  b.
Non rigenerava (Giudici 6:34; 1Cronache 12:19; 2Cronache 24:20); in Giudici 6:34 è riportato lo Spirito del Signore “si impossessò” di Gedeone; si tratta di una traduzione infelice, poiché la possessione annulla la volontà delle persone, mentre non era così quando lo Spirito Santo guidava alcuni uomini.
L’originale ebraico indica più un “rivestire”, quasi un “coprire con un abito”.
I termini usati non lasciano intravedere il pur minimo annullamento del libero arbitrio umano. I versetti di Ezechiele 2:2 e di Genesi 41:38, hanno una notevole somiglianza con la terminologia del Nuovo Testamento, sebbene vi siano due differenze significative tra i due Patti. I fedeli dell’Antico Patto non godevano della dimora permanente dello Spirito Santo. Egli agiva per mezzo degli uomini soltanto quando c’era un compito specifico da svolgere, mentre nel Nuovo Testamento lo Spirito di Dio dimora stabilmente in tutti i redenti (Romani 8:14-46).
Nel N. T. lo Spirito Santo convince il mondo di peccato, di giudizio e di giustizia (Giovanni 16:8); rigenera il credente, lo trasforma (Tito 3:5); al momento della salvezza che è fondata esclusivamente sul sacrificio di Cristo Gesù, a conferma della salvezza, lo Spirito Santo viene ad abitare nel cuore del credente e lo rende “il tempio” dello Spirito Santo (1Corinzi 3:16; Romani 8:15, 16). Il credente appartiene al Signore e questo segno di appartenenza viene definito “suggello”, “sigillo”, “pegno” (Efesini 1:13).
Poi c’è l’esperienza successiva alla salvezza: il battesimo nello Spirito Santo con il segno esteriore del parlare in altre lingue. “Battesimo” dal greco «baptismos» - “Immersione” (da baptizein, immergere). Come per il battesimo in acqua, non si tratta né di una aspersione e né di una infusione, ma di una totale immersione. Ecco perché sarebbe più corretto parlare di battesimo nello Spirito Santo (Cfr. nota esplicativa di Matteo 3:11, N. R.; Luca 3:16; Atti 1:5). Non si può definire battesimo nello Spirito Santo il fatto che il credente pronunci qualche parola in altre lingue; egli indubbiamente è stato benedetto. “asperso”, ma non “immerso”. Il battesimo nello Spirito Santo è una immersione nello Spirito Santo, non è un battesimo che “non bagna”! Porta edificazione a tutta la Chiesa, chi ti tocca è benedetto!
Il battesimo nello Spirito Santo non è solo una esperienza privata, ma è manifesta a tutti (Atti 10:45, 46; Atti 11:15).
Il battesimo nello Spirito Santo si manifesta solo e sempre con il parlare in altre lingue:
  a. A Pentecoste (Atti 2:4);
  b. L’esperienza di Paolo (Atti 9:17 cfr. 1 Corinzi 14:18,19);
  c.
L’esperienza di Cornelio e i presenti con lui che ascoltavano la Parola (Atti 10:36, 44-46; 11:15); Pietro afferma: “Esattamente come su noi da principio” , quindi parlarono in altre lingue!
  d. L’esperienza dei discepoli di Efeso (Atti 19:6).
Questi casi evidenti confermano, che il battesimo nello Spirito Santo si manifesta con il segno iniziale della glossolalia o parlare in altre lingue. Un credente appena battezzato nello Spirito Santo, a causa dell’entusiasmo provocato dalla benedizione divina, non sempre riesce a controllare le sue reazioni di tipo emotivo, le quali però con l’andare del tempo devono essere limitate e controllate.
Alcuni sostengono che l’esperienza del battesimo nello Spirito Santo sarebbe solo un’esperienza interiore, senza alcuna evidenza esteriore. Altri, invece asseriscono che al momento della salvezza avviene anche il battesimo nello Spirito Santo. Altri, appartenenti a movimenti di risveglio precedenti a quello pentecostale credevano che il battesimo nello Spirito Santo fosse un’esperienza susseguente alla salvezza, alla conversione, ma ritenevano che non vi fosse nessun segno esteriore.
La parola “segno” è citata in Marco 16:17 e in 1 Corinzi 14:22. In questi versetti il greco ha semeia, che vuoi dire: segno, segnale, contrassegno, emblema, sigillo, insegna, prova, sintomo, indizio.
Le “altre lingue” sono la prova, il sintomo, il contrassegno, l’inizio del battesimo nello Spirito Santo, esse sono:
  Un mezzo di comunicazione con Dio nella preghiera privata (1 Corinzi 14:18, 19);
  Un mezzo di edificazione personale (1 Corinzi 14: 2, 4);
  Un segno per i non credenti (1 Corinzi 14:22).
Questo quando si parla di lingue conosciute da chi le ascolta e sconosciute da chi parla!
In 1 Corinzi 14, è evidente la differenza tra carisma e segno delle lingue. Il carisma si esercita in Chiesa e deve essere seguito dal carisma dell’interpretazione, mentre le lingue servono di segno e si devono utilizzare per l’edificazione personale.
    1. IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO: UNA PROMESSA
    (Matteo 3:11; Giovanni 16:7; Luca 24:49; Atti 1:5, 8)
Promessa: impegno preso liberamente o sulla parola o in forma legale, di fronte ad altri (testimoni), di fare o dare qualche cosa. Si può promettere verbalmente o per iscritto…
Gli uomini fanno promesse e non le mantengono, forse anche noi in momenti di crisi facciamo promesse al Signore e poi ci dimentichiamo, attenzione! Se facciamo promessa bisogna poi mantenerle (Ecclesiaste 5:1-5). Gesù si è impegnato con noi, la promessa del battesimo nello Spirito Santo l’ha fatta davanti a testimoni (i discepoli, altri che ascoltavano) e ha fatto sì che fosse messa per iscritto! Quelle di Gesù sono promesse che hanno il loro adempimento (2Corinzi 1:20; Ebrei 10:23; 1Re 8:56).
La promessa del battesimo nello Spirito Santo ebbe il suo adempimento il giorno di Pentecoste (Atti 2:1-4); essa fu profetizzata secoli prima da Gioele (Gioele 2:28-32). Chi sono i beneficiari di tale promessa?
  a. Una promessa per chi è stato rigenerato (Atti 2:38, 8:14-17, 10:44-48, 19:1-7);
  b.
Una promessa estesa a tutti coloro che credono (Marco 16:17, 18; Giovanni 7:38, 39); Chi battezza nello Spirito Santo è Gesù glorificato! Ciò che il Signore richiede a chi desidera essere battezzato nello Spirito Santo è soltanto la fede, fede nel Signore che è fedele a battezzare!
  c. Una promessa universale e attuale, estesa anche alle nostre generazioni (Atti 2:39);
  d.
Una promessa estesa a tutti coloro che gli ubbidiscono (Atti 5:32); La benedizione divina e quindi il battesimo nello Spirito Santo è sempre il risultato di una vita di ubbidienza e di completa consacrazione al Signore! I discepoli ricevettero il battesimo nello Spirito Santo perché ubbidirono alle parole di Gesù di rimanere a Gerusalemme e attendere (Luca 24:49 Atti 1:4). In questi versetti notiamo che dal Signore vengono richieste due cose: l’ubbidienza e l’attesa. Ubbidienza è sicuramente fare quello che Dio ordina e quello che piace a Lui, ma significa soprattutto arrendimento totale di tutto l’essere nostro, il cuore, l’animo nostro, i nostri sentimenti alla volontà di Dio! È donarsi a Dio spontaneamente e far sì che Egli faccia di noi ciò che vuole! Non siamo più noi i padroni della nostra vita, ma lo è Cristo, questo significa vivere essendo arresi totalmente al Signore (1 Corinzi 6:19, 20). Significa riconoscere che Dio ci ha acquistati a caro prezzo e offrire la propria vita in sacrificio vivente a Dio (Romani 12:1). Come l’olocausto era messo interamente sull’altare e il fuoco lo consumava tutto (Levitico 9:24), così il credente deve offrire sé stesso al Signore!
A volte come Efraim “siamo cotti solo da una parte” non ci lasciamo “bruciare”, non ci offriamo interamente al Signore (Osea 7:8) e la mancanza di arrendimento totale al Signore potrebbe essere un ostacolo per ricevere il battesimo nello Spirito Santo (Proverbi 28:9).
Il Signore ordina ai presenti in Atti 1 di non allontanarsi da Gerusalemme ma essi rispondono (Atti 1:6). Questi credenti risultano essere distratti, essi pensavano al ristabilimento del regno in Israele, il Signore parla loro di cose spirituali, essi rispondono in modo carnale, pensano carnalmente! Attenzione alla distrazione! Il Signore parla e noi siamo distratti da tante altre cose, il Signore fa delle promesse, ma noi pensiamo ad altro.
La distrazione è una delle armi del diavolo per non farti ricevere il battesimo nello Spirito Santo!
  e. Una promessa estesa a chi aspetta con fiducia (Luca 24:49; Atti 1:4); Aspettare: essere con la mente e con l’animo rivolti a persona che deve arrivare o a cosa che deve accadere.
  f.
Una promessa estesa a chi aspetta perseverando nella preghiera (Luca 11:5-12; 18:1-8; Atti 2:1-4); Perseverare: persistere, mantenersi fermo e costante nei propositi, nelle azioni, nello svolgimento di un’attività… Molti credenti si arrendono, si stancano, perdono coraggio, non insistono più in preghiera proprio quando il battesimo nello Spirito Santo sta per essere loro concesso!
  g.
Una promessa estesa a chi davvero la desidera (Romani 8:5-8; Colossesi 3:1, 2);
Desiderare: sentir la mancanza di. Voler fortemente quanto possa appagare un nostro bisogno! Significa: Avvertire il bisogno, la mancanza di qualcosa…
Bramare: etimologicamente significa «urlare dal desiderio», desiderare ardentemente!
Se davvero desidero qualcosa che per me è importante, io aspetto e l’attesa sembrerà poco tempo (Genesi 29:20). Il Signore vuole vedere il desiderio del nostro cuore (Salmo 12:5; 63:1). Quando si ha sete l’unico desiderio di chi ha sete è l’acqua! Acqua! Non desidera altro che acqua!
Chi desidera davvero il battesimo nello Spirito Santo lo cercherà e lo chiederà in ogni momento: in chiesa, a casa, a lavoro, mentre cucina, mentre va in macchina, 24 ore su 24 (Isaia 44:3).
  h.
Una promessa per chi cerca la santificazione, la purezza del cuore (Matteo 5:8; Salmo 24:3, 4); la purezza del cuore è ciò che Dio desidera, è necessario avere dei sentimenti puri, Simon Mago non era animato da buoni sentimenti (Atti 8:18-22);
  i.
Una promessa realizzabile e da realizzare anche da te! La puoi e la devi realizzare anche tu (Atti 2:17, 18).
    2. IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO: UN DONO
Il dono è differente dal premio! Il premio è ciò che si riceve come ricompensa e in riconoscimento dei propri meriti. Il dono è l’offrire qualcosa ad altri liberamente. Regalare qualcosa senza attendersi una ricompensa.
Nei testi originali del Nuovo Testamento, vengono usati tre termini che sono tradotti con “dono”. Essi sono:
    Dorea: dono, presente, regalo, lascito, donazione. Viene usato proprio riferendosi al battesimo nello Spirito Santo (Atti 2:38, 8:20, 10:45, 11:16, 17);
    Merismos: divisione, distribuzione, partizione; al plurale parti assegnate. Si trova solamente in Ebrei 2:4; che la versione Diodati traduce “… e distribuzioni di Spirito Santo.”
   
Carisma: grazia, dono divino, facoltà, capacità, abilità. È una facoltà distribuita, una capacità o abilità donata (Romani 1:11, 5:16, 6:23; 1Corinzi 1:7, 7:7; 1Timoteo 4:14; 2Timoteo 1:6).
I primi due termini si riferiscono alle normali esperienze spirituali, comuni a tutti i credenti, essi sono i “regali” che Dio largisce ad ogni membro della Sua Chiesa. Mentre i carismi sono delle facoltà che lo Spirito Santo distribuisce ed usa come Egli vuole in particolari momenti.
  a.
Un dono immeritato; Il dono non si merita, il termine greco dorea, tradotto dono o regalo, è lo stesso che il Nuovo Testamento usa per indicare il dono della salvezza che Dio vuole donare a tutti! Tutti i doni del Signore sono immeritati (Atti 10:45)!
  b. Un dono offerto (Atti 2:38; Matteo 7:11; Luca 11:13);
  c. Un dono accettato o rifiutato (Giovanni 7:37-39);
  d.
Un dono da custodire e alimentare (1Timoteo 6:20; 2Timoteo 1:14); La Scrittura nell’ A.T. ci presenta un giudice di nome Sansone, egli era un Nazireo! Nazireo deriva da una radice (nzr) che significa originariamente “separare”. Era consacrato al Signore (Numeri 6:21), Sansone, secondo Numeri 6:1-8, avrebbe dovuto portare dei segni esteriori come testimonianza della propria separazione dalle cose del mondo e conseguente consacrazione a Dio, questo comportava in particolare tre cose:
   
Il Nazireo non doveva bere né vino né bevanda alcolica, né aceto, né cibarsi di succo d’uva, ossia, doveva astenersi da ogni prodotto della vigna: «dagli acini, alla buccia» (Numeri 6:4);
    Il Nazireo non doveva radersi né tagliarsi i capelli;
   
Il Nazireo non doveva toccare il cadavere di un essere umano o di un animale. Era dovere dei parenti più prossimi preparare la tomba per il seppellimento di un morto. Di fronte alla morte, i legami di sangue avevano per gli Ebrei un’importanza grandissima, ma il Nazireo non poteva prendere parte a questi preparativi. Ciò indicava che i suoi rapporti con Dio e i suoi doveri verso di Lui erano più importanti dei legami umani. Gli affetti familiari non avrebbero dovuto compromettere o interrompere la consacrazione con Dio. Gesù stesso insegna che il primato spetta soltanto a Lui (Matteo 10:37; Luca 14:26) La morte ha anche il significato dell’effetto ultimo del peccato. È stata introdotta nel mondo come conseguenza del peccato (Genesi 2:17; Romani 6:23).
   
I doni del Signore sono senza pentimento (Romani 11:29), ma bisogna saperli conservare. Il Signore richiede di essere buoni amministratori (1Pietro 4:10; 1Corinzi 4:1, 2). Sansone era così equipaggiato nel servizio quanto trascurato e superficiale nella santificazione (Ebrei 12:14): le vigne, il leone morto, la mascella d’asino, le donne filistee… Sansone lo sapeva, essendo nazireo, che non doveva toccare e andare in certi luoghi, ma ci andava lo stesso!
    3. IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO: UNA NECESSITÀ IMPELLENTE
Ci sono delle cose necessarie per la vita dell’uomo, senza le quali la vita non può continuare, è necessaria l’acqua ad esempio, il cibo, l’ossigeno… Bisogna avvertire che il battesimo nello Spirito Santo è una necessità per il credente, non è una opzione, una ipotesi.
Il credente dopo che è stato salvato deve avvertire l’urgenza di ricercare il battesimo nello Spirito Santo!
  a.
È una necessità per chi desidera essere un testimone efficace di Cristo; La Chiesa nacque in Giovanni 20:22, ma poi si manifestò al mondo il giorno di Pentecoste quando Essa fu battezzata nello Spirito Santo con il segno iniziale del parlare in altre lingue (Atti 1:8). Il battesimo nello Spirito Santo è quella potenza che viene da alto (Luca 24:49). La parola tradotta con «potenza» in Atti 1:8, l’originale greco è «dynamis» che era stata già usata in riferimento alle opere “potenti” compiute da Gesù (Luca 5:17). I discepoli, quindi, compresero bene che non si stava riferendo a qualcosa di ordinario! Dynamis, derivato dalla radice dyna-, significa potere, forza, potenza. Ma anche rendere capace. Paolo dirà a Timoteo (2 Timoteo 1:7). Da dynamis abbiamo tratto il termine “dinamo”. Da questo termine deriva anche “dinamico” cioè che manifesta l’intervento di una forza, quindi non è statico, ma è in movimento! Quando il Signore battezza nello Spirito Santo, il credente non rimane statico, incollato ad una panca o a una poltrona, ma in lui c’è una forza, una potenza che lo spinge ad uscire nel mondo e ad annunciare agli altri che Gesù è il Salvatore! Tale potenza (dynamis) trasformerà gli apostoli da uomini paurosi, titubanti, facilmente preda dello scoraggiamento, in testimoni, potenti in parole ed in opere.
L’originale del termine «testimoni» è «martiri». Questa parola passò poi ad indicare quelli che soffrivano ed erano messi a morte nei tempi di persecuzione della fede. Furono chiamati martiri perché in mezzo ad ogni sorta di dolori e fino a costo della vita resero testimonianza a Colui che li aveva redenti.
  b.
È una necessità per chi desidera servire Dio ed essere di benedizione nel servizio (Atti 6:1-4); La distribuzione del cibo avveniva, il servizio in altre parole veniva effettuato, veniva svolto, ma non veniva svolto nel modo giusto, in modo equo! Vi erano parzialità, preferenze! Il motivo di tutto questo perché chi lo svolgeva non era ripieno di Spirito Santo, non possedeva le caratteristiche adatte! Ogni servizio reso al Signore, dal più umile a quello che potrebbe sembrare “più in vista” deve essere svolto con timore di Dio e affinché il servizio non diventa un peso, un obbligo, un dovere e si dimostrerà infruttuoso non apprezzato da Dio bisogna essere ripieni di Spirito Santo! Il risultato della scelta di questi sette diaconi? (Atti 6:7)
Quando c’è armonia anche nel servizio pratico ci sarà benedizione, l’armonia ci potrà essere solo se si è ripieni di Spirito Santo (Atti 4:8; 7:55; 11:22-24; 13:9, 10, 52).
  c. Una necessità per chi desidera essere vittorioso sulle tentazioni (Luca 4:1-13);
  d.
Una necessità per chi desidera essere consacrato a Dio fino alla fine (Atti 7:55). La pienezza dello Spirito Santo fa sì che il frutto dello Spirito presente in ogni credente manifesti i suoi effetti in maniera sempre più evidente nel carattere cristiano (Galati 5:22, 23).
    4. GLI EFFETTI DEL BATEESIMO NELLO SPIRITO SANTO E DELLA PIENEZZA
C’è il battesimo nello Spirito Santo, ma poi il credente deve continuamente ricercare le continue pienezze: un solo battesimo, tante pienezze (Atti 2:3, 4; 4:31). Molti pensano che il parlare in altre lingue sia l’unica manifestazione dello Spirito Santo, questo è il segno iniziale, ma poi si devono manifestare gli effetti nella vita quotidiana del credente! L’essere ripieni di Spirito Santo produce:
  a. Una testimonianza di una vita traboccante nel Signore (Efesini 5:18, 19);
  b. Gioia (Efesini 5:19);
  c. Gratitudine sincera e continua verso il Signore (Efesini 5:20);
  d. Sottomissione reciproca (Efesini 5:21);
  e. Ci porta a glorificare Dio (Atti 10:45, 46);
  f. Potenza nella testimonianza (Atti 1:8) che si manifesta con la franchezza (Atti 4:13, 29, 31; 9:28; 13:46; 14:3; 18:26; 19:8; 26:26; 28:31; Efesini 6:19 Filippesi 1:20; Ebrei 3:6; 10:35);
Il termine originale per franchezza è parresia, significa parlare apertamente, con coraggio e include anche fiducia in Dio, certezza della salvezza, superamento del sentimento di colpa, autorizzazione e possibilità della preghiera, attesa del futuro… Si usa in Giovanni come avverbio (Giovanni 7:11-13). Viene usato in particolar modo per affermare che Gesù parlava senza nascondersi (Marco 8:31-33; Giovanni 7:26; 10:24- 26; 11:14; 18:19, 20).
Libertà di parola, franchezza, si usa in Atti (notare! Non prima di Atti per gli apostoli e non prima di essere stati battezzati nello Spirito Santo) per esprimere la totale libertà con cui gli apostoli e Paolo annunciavano la Parola di Dio in contrasto con le opposizioni riscontrate (Atti 2:29; 4:13, 31; 28:30, 31). La qualità della schiettezza, della franchezza in sé, non si ottiene in conformità a studi fatti, ma essa deriva dalla potenza dello Spirito Santo (Atti 4:13, 31). Di conseguenza si deve confessare che la mancanza di franchezza è dovuta alla mancanza di potenza. I discepoli chiedevano franchezza a Dio per annunziare l’Evangelo ad ogni uomo (Atti 4:29; 9:27; 14:3). Essere franchi, schietti, sinceri, a volte può costare un prezzo elevato. Essere franchi vuol dire “esporsi alla critica”, “al disprezzo altrui”, a dissapori…
Essere franchi vuoi dire anche parlare direttamente alle coscienze, cercare di arrivare senza perdita di tempo al cuore del problema, al nocciolo della questione…
  g. Potenza nella meditazione della Parola di Dio (Atti 2:42); Il credente ripieno dello Spirito Santo non vede l’ora di appartarsi e meditare la Parola di Dio! È innamorato di essa, è geloso della Parola, c’è una passione dentro di lui che lo spinge a dedicarsi alla Parola.
  h. Potenza nella preghiera (Atti 4:29, 31; 12:5); le preghiere elevate a Dio saranno piene di fervore, di zelo, di fede, il Signore ci rende capaci, il Signore ci da la forza di elevare a Lui fervide preghiere che avranno in Lui l’esaudimento!
  i. Potenza nell’amare (2 Timoteo 1:7);
    Amore verso la famiglia spirituale (1Giovanni 4:7, 8, 20, 21; Colossesi 3:14);
    Amore verso i perduti come Gesù (Matteo 9:36; Matteo 28:19, 20);
    Amore verso i nemici (Matteo 5:44, 46; Luca 6:27, 32, 35).
  l. Potenza per perdonare e dimenticare (Matteo 6:14, 15; Colossesi 3:13; Efesini 4:32; Salmo 103:12; Geremia 31:34; 50:20; Isaia 44:22);
  m. Potenza nel riconoscere l’errore e chiedere scusa (1 Samuele 25:23, 24);
  n. Potenza che si manifesta con l’umiltà (Romani 12:16; Giacomo 4:6; 1Pietro 3:8, 5:5; Colossesi 3:12; Matteo 11:29);
  o. Potenza per autocontrollarsi (2 Timoteo 1:7);
  p. Potenza clic si manifesta mostrando il frutto dello Spirito (Galati 5:22);
  q. Potenza per soffrire per l’Evangelo (2Corinzi 11:23-33; 2Timoteo 1:8; 1Pietro 2:20-25; 4:1, 2; Romani 8:17)
  r. Potenza per sopportare (Efesini 4:1-3; 1Corinzi 13:7);
  s. Potenza per rinunciare (Luca 9:23);
  t. Potenza che si manifesta nella totale ubbidienza (Luca 22:42).
Si può parlare in lingue più di tutti, ma se non si ha uno spirito disposto a farsi ammaestrare e non sono presenti le precedenti qualità non si è un credente davvero ripieno di Spirito Santo!

    Pasquale Puopolo
 

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