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:: IL SOGGIORNO DEI PADRI

Testo: Gen 35:27; 37:1
    INTRODUZIONE
......Giacobbe appartiene alla terza generazione di quelli che hanno ricevuto le promesse di Dio. Inizialmente tenterà con le proprie forze, con i propri metodi di realizzarle, senza riuscirci, alla fine dovrà arrendersi a Dio e solo allora diventeranno sue. Giacobbe, però, anche dopo l’esperienza di Peniel sembra che non trovi riposo, si sposterà continuamente, andando incontro anche a cattive esperienze, vedi Sichem, alla fine si fermerà la dove avevano soggiornato suo padre Isacco e suo nonno Abramo e sarà lì che finalmente vivrà le promesse di Dio.
      La storia di Giacobbe ci insegna che non basta ricevere le promesse di Dio occorre poi viverle, e ciò avviene nei confini che Dio ha stabilito con la Sua Parola. Principio che vale sia per la vita di ogni singolo credente che per la Chiesa. Dio invitava il suo popolo a tornare sui sentieri antichi …domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; (Ger. 6:16). Non è un invito ad avere sentimenti di nostalgia, ma a riconoscere che vi sono verità, principi, insegnamenti, regole, metodi, che Dio ha stabilito una volta per sempre dai quali il credente non può scostarsi e se ciò accade non può fare altro che tornarci se vuole realizzare le promesse di Dio.
      Il soggiorno dei padri è:
    1. IL LUOGO DELLA FEDE
..a. Abramo è l’uomo riconosciuto come il patriarca della fede: Riconoscete dunque che quanti hanno fede sono figli d’Abraamo. (Gal 3:7)
  b. Mediante la fede Abramo fu riconosciuto giusto: Egli credette al Signore, che gli contò questo come giustizia (Gen 15:6), così anche noi siamo giustificati mediante la stessa fede: Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, (Rom 5:1)
  c. La salvezza per Grazia si basa unicamente sulla fede: Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio (Efes 2:8)
  d. La fede è l’unico mezzo per accostarsi a Dio: Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano. (Ebr 11:6)
  e. È mediante la fede che realizziamo le opere di Dio: …i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l’adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni (Ebrei 11:33)
  f. La fede è ciò che il Signore vorrebbe trovare al Suo ritorno: …quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?» (Luc 18:8)
  g. Siccome …la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo. (Rom 10:17), quindi dimorare nella fede significa dimorare nella Parola di Dio.
    2. IL LUOGO DELL’UBBIDIENZA
..a. Abramo è anche l’uomo dell’ubbidienza alla Parola di Dio Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì… (Ebr 11:8)
  b. È l’ubbidienza che rende la fede operante altrimenti è una cosa finta: …Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? … Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. (Giac 2:20,26)
  c. Non c’è nulla che noi possiamo fare che davanti a Dio valga quanto l’ubbidienza: Samuele disse: «Il SIGNORE gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l’ubbidire alla sua voce? No, l’ubbidire è meglio del sacrificio, dare ascolto vale più che il grasso dei montoni;
  d. L’ubbidienza è ciò che Dio ha sempre chiesto al Suo popolo (l’esempio dei Recabiti, Ger 35:1-12)
  e. L’ubbidienza è la prova del nostro amore per il Signore: Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui (Giov 14:21) …Perché questo è l’amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. (1 Giov 5:3)
  f. Ubbidienza anche nei dettagli: …Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma chi li avrà messi in pratica e insegnati sarà chiamato grande nel regno dei cieli. (Matt 5:19). L’esempio dell’esperienza di Davide nel primo tentativo di trasportare l’arca …il SIGNORE, il nostro Dio, fece piombare un castigo fra noi, perché non lo cercammo secondo le regole stabilite (1 Cron. 15:13)
  g. Il credente realizza l’opera di Dio mediante l’ubbidienza: …Noi siamo testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli ubbidiscono (Atti 5:32)
    3. IL LUOGO DELLA COMUNIONE CON DIO
..a. Una costante della vita di Abramo e dei patriarchi è l’altare. Ovunque si spostassero ne costruivano uno
  b. La comunione con Dio è fatta di adorazione, lode, preghiera, intercessione. L’esercizio della comunione con Dio aveva insegnato ad Abramo a riconoscere la voce di Dio, vedi la richiesta del sacrificio di Isacco (Gen 22:2) e gli aveva fatto acquisire libertà e franchezza nel rapporto con Dio, vedi l’intercessione per suo nipote Lot
  c. La preghiera deve essere la prima risorsa che il credente utilizza nei problemi e per capire la volontà di Dio: …C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi …la preghiera del giusto ha una grande efficacia. (Giac 5:13,16) …Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed Egli mi ha detto: “la mia grazia ti basta”… (2 Cor 12:8,9)
  d. Mediante la preghiera riceviamo le promesse di Dio e le cose di cui abbiamo bisogno: Dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano riuniti, tremò; e tutti furono riempiti dello Spirito Santo, e annunziavano la Parola di Dio con franchezza. (Atti 4:31)
  e. La preghiera fa parte dell’armamentario del credente: …pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza. Pregate per tutti i santi (Efes 6:18)
    4. IL LUOGO DEL PATTO CON DIO
..a. Dio fa con Abramo un patto di sangue, sulla base di questo gli fa delle promesse (Gen 15: 7-18). Dio passando in mezzo agli animali divisi garantì il patto anche per Abramo
  b. Sulla base di quel patto Dio mantenne le promesse anche alle future generazioni: Il SIGNORE disse a Mosè: « Va’, sali di qui, tu con il popolo che hai fatto uscire dal paese d’Egitto, verso il paese che promisi con giuramento ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe, dicendo: “Io lo darò alla tua discendenza” (Es. 33:1)
  c. Anche con noi Dio ha fatto un patto di sangue per mezzo di Cristo Gesù, un patto migliore fondato su migliori promesse: …Ne consegue che Gesù è divenuto garante di un patto migliore del primo (Ebr 7:22) …Ora però egli ha ottenuto un ministero tanto superiore quanto migliore è il patto fondato su migliori promesse, del quale egli è mediatore. (Ebr 8:6)
  d. Tutta la vita del credente deve essere vissuta sulla base di questo patto, vegliando su di esso, ricordandoci che tutti i benefici sono il risultato di questo patto. Il credente da parte sua deve metterci l’impegno a non trascurare questo patto a costruire tutta la sua vita di fede su questo patto per non corre il rischio di dimenticarlo: …Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo. Ma colui che non ha queste cose, è cieco oppure miope, avendo dimenticato di essere stato purificato dei suoi vecchi peccati (2 Pietro 1:8,9)
  e. Per non dimenticare il Maestro ha istituito la Santa Cena: …Nello stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me. (1 Cor 11:25)
    5. IL LUOGO DELLA MANSUETUDINE
..a. Se di Abraamo abbiamo sottolineato la fede di suo figlio Isacco possiamo evidenziare la sua mansuetu-dine. La vediamo quando accompagna suo padre nel paese di Moria e si lascia legare per essere sacrificato sul monte. La vediamo quando non reagisce alla provocazione dei Filistei.
  b. La mansuetudine ci permette di essere strumenti nelle mani di Dio. Mosè, dice la scrittura che era un uomo molto mansueto, più d’ogni altro uomo sulla faccia della terra. (Num 12:3)
  c. Dio non può usarsi di noi se poi noi non siamo disposti ad accettare tutto da lui: L’Eterno gli disse: ‘Questo è il paese riguardo al quale io feci ad Abrahamo, a Isacco ed a Giacobbe, questo giuramento: - Io lo darò alla tua progenie. - Io te l’ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non v’entrerai’. (Deut 34:4)
  d. La mansuetudine è opera dello Spirito Santo nella nostra vita: Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; (Gal. 5:22)
  e. La mansuetudine è l’attitudine con la quale possiamo aiutare gli altri: Fratelli se uno viene sorpreso in colpa, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. Bada bene a te stesso, che anche tu non sia tentato. (Gal. 6:1)
  f. La mansuetudine è espressione di saggezza: La saggezza che viene dall’alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia. (Giac 3:17)
  g. La mansuetudine deve fare parte dei sentimenti che ci caratterizzano: Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. (Col. 3:12), in quanto deve essere una cosa che gli uomini devono notare nella nostra vita: vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini … (Fil. 4:5).
  h. La mansuetudine ci fa assomigliare a Cristo: Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre (Mat. 11:29).
    6. IL LUOGO DELLE RISORSE SPIRITUALI
..a. Dei patriarchi non solo ci ricordiamo dei loro altari ma anche dei loro pozzi, soprattutto quelli di Isacco. Egli utilizzò gli stessi pozzi di suo padre e furono la sua risorsa in tempi di carestia. I suoi nemici tentarono di chiudere questi pozzi ma egli li riscavò (Gen 26:12-18)
  b. Le risorse spirituali per il credente sono le stesse che hanno utilizzate coloro che lo hanno preceduto: Ricordatevi dei vostri conduttori, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; e considerando quale sia stata la fine della loro vita, imitate la loro fede. (Ebr 13:7)
  c. Le risorse spirituali del credente sono sempre le stesse: La Parola di Dio, il battesimo nello Spirito Santo, i carismi dello Spirito Santo, la fede ecc. Sono le ricchezze spirituali che Dio ha preparato per il credente: Ma com’è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano» (1 Cor. 2:9); Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. (Efes 1:3)
  d. Sono le risorse spirituali il segreto della prosperità del credente e ci distinguono in questo mondo arido Tu m’hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano. (Sl 4:7)
  e. Non abbiamo bisogno di imitare il mondo sarebbe come scavarci delle cisterne rotte: «Il mio popolo infatti ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d’acqua viva, e si è scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l’acqua. (Ger 2:13)
  f. Ricordiamoci però che il pozzo ci parla di impegno e costanza
    7. IL LUOGO DELLA SANTITA’
..a. Tutti questi patriarchi non vissero come eremiti ma vissero in modo distinto dagli altri
  b. L’integrità di Abramo si doveva distinguere dagli altri: Quando Abramo ebbe novantanove anni, il SIGNORE gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente: cammina alla mia presenza e sii integro (Gen 17:1), Abramo cercò una moglie per suo figlio Isacco che non appartenesse ai popoli della terra di Canaan.
  c. Giacobbe dovette imparare questo modo di vivere distinto dagli altri a proprie spese, nel tentativo di imparentarsi con Sichem rischiò di perdere le promesse di Dio.
  d. La santità deve contraddistinguere il modo di essere del credente in ogni cosa ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, (1 Piet 1:15)
  e. La santità ci rende strumenti utili per Dio: Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile ai servizio del padrone, preparato per ogni opera buona. (2 Tim. 2:21).
  f. Con la salvezza Dio ci ha già appartati resi santi: In virtù di questa «volontà» noi siamo stati santificati, mediante l’offerta del corpo di Gesù Cristo fatta una volta per sempre (Ebr 10:10) ma la santità non è un titolo che dobbiamo esibire ma una posizione che dobbiamo esercitare, in quanto essa è ancora oggi la condizione che Dio richiede ad ogni credente: Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purfìchiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santficazione nel timore di Dio. (2 Cor 7:1); Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santficazione senza la quale nessuno vedrà il Signore, (Ebr 12:14)
    CONCLUSIONE
......La storia di Giacobbe ci insegna che il piano di Dio è immutabile per ogni credente e che se vogliamo realizzarlo dobbiamo percorrere i sentieri antichi. Tutti coloro che ci hanno preceduto, dai patriarchi, dai profeti, dagli apostoli, dai credenti dei secoli scorsi, dai nostri padri, tutti hanno realizzato le benedizioni di Dio perché hanno “soggiornato nello stesso luogo” che Dio aveva stabilito. Sicuramente essi non hanno avuto le stesse opportunità che oggi noi abbiamo ma questo per loro non è stato un handicap ma sono stati dei vincitori nel loro tempo. Non facciamoci influenzare dal mondo che va dietro le novità, che cerca le novità, Dio ci ha rivelato con la Sua Parola, principi, metodi, verità, validi per sempre. Non dobbiamo andare girando a destra a sinistra cercando qualcosa; rimaniamo nel “soggiorno dei padri” e noi vivremo le stesse benedizioni.

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