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:: LA GUARIGIONE DEL PERDONO

Non tutti lo sanno, ma esiste un “farmaco” efficace contro l’ipertensione, che sconfigge la depressione e riduce la mortalità dovuta a problemi cardiovascolari. Questo “farmaco” infatti, diminuisce il rischio di aritmie, attacchi cardiaci e combatte il diabete. Inoltre ha effetti benefici anche sul nostro sistema immunitario e riduce notevolmente la possibilità di contrarre malattie virali ed anche alcuni tumori. Non per niente è stato definito “La colonna vertebrale di ogni autentica guarigione”. Stiamo parlando del “PERDONO”!
    A. LA SUA DESCRIZIONE
Il nome deriva da una parola greca che nella Bibbia, in particolare nel Nuovo Testamento, è usata 142 volte di cui 47 solo in Matteo, 34 in Marco e Luca e 14 in Giovanni. In tutte le altre Scritture del Nuovo Testamento il termine è usato solo 13 volte.
Nella maggioranza dei casi il N.T. usa questo termine nel suo significato originario di lasciare, lasciar andare, mettere in libertà, mandare via (Marco 1:34; 5:19,37; Atti 14:17; Matteo 13:36; 1Corinzi 7:11-13), abbandonare (Marco 1:20; 10:28), lasciare dietro a sé (Marco 1:18), rinunciare (Marco 7:8; Romani 1:27).
Questo dà esattamente l’idea di ciò che avviene nell’animo di chi non riesce a perdonare. Infatti, il risentimento nella persona offesa continua a creare un profondo stato di disagio, che è il risultato del conflitto tra la coscienza, che vorrebbe essere liberata da questo peso, ed il senso dell’amor proprio che impedisce di compiere il primo passo verso la riconciliazione (Salmo 32:3).
    B. IL PRINCIPIO ATTIVO
Qual è “quell’ingrediente” che mi permette dì perdonare? Innanzitutto il perdono di Dio! (Efesini 4:32; 1:7,8; Colossesi 2:13; 3:12,13; Matteo 18:23-35; Genesi 32:2; Luca 6:36; Marco 11:25).
Questo perdono bisogna prima di tutto riceverlo dal Signore. Se non abbiamo mai gustato l’amore ed il perdono di Dio sarà molto più difficile darlo. In 1 Giovanni 1:7-9 si legge che non dobbiamo camminare nel buio dell’ignoranza, né peccare. Se crediamo in Gesù, il Suo sangue ci purifica da ogni peccato. Nessuno può dire di non averne bisogno, altrimenti inganna sé stesso perché tutti gli uomini peccano (Ecclesiaste 7:20). Similmente è bugiardo chi dice di avere comunione con Dio e continua a vivere nel peccato. Solamente se confessiamo i nostri peccati, e li abbandoniamo, otteniamo il perdono e la purificazione che ristabiliscono la nostra relazione con Dio (Proverbi 28:13). È importante perciò nascere di nuovo, ma è altresì necessario vivere, dopo la conversione, una comunione quotidiana col Signore (2 Cronache 7:14). Vivere vicino a Gesù giorno per giorno renderà tutto molto più facile, anche riuscire a perdonare.
    C. LA SOMMINISTRAZIONE
1. Noi stessi… quando gli altri non ci perdonano (Giovanni 8:3-11);
2. Noi stessi… quando è difficile perdonarsi (1 Corinzi 6:9-11; Matteo 22:39);
3. Gli altri a) Vivendo in pace con tutti per quanto dipende da noi (Romani 12:18); b) Perdonando anche i nostri nemici (Matteo 5:44).
4. La nostra famiglia.
• Nella vita di coppia: parlarsi e aiutarsi. (Colossesi 3:18; Efesini 5:22-24; 5:25-28; Colossesi 3:19; 1Pietro 3:1; Efesini 4:26, 31; Osea 14:2);
• Perdonare i figli (2 Samuele 18:33; Luca 15:20; Efesini 6:4; Colossesi 3:21);
• Perdonare i genitori (Efesini 6:2)… anche quando “non se lo meritano”;
• Perdonare i fratelli (Genesi 45:1-8; 1Re 1:53);
5. Perdonare i fratelli in Cristo (Atti 7:60; 2Timoteo 4:16; 2Corinzi 2:7);
6. “Perdonare Dio”. (I Samuele 1:6-18). Quante volte ci teniamo dentro del rancore anche verso il Signore.
    D. LE INDICAZIONI TERAPEUTICHE
La sua azione è volta a guarire:
• La stanchezza: i conflitti stancano le persone coinvolte perché servono molti sforzi per “schiacciare” l’altro e uscirne vincitore. L’energia spesa è tale che esse non hanno più forza per far altro. A volte si perde anche l’appetito e se non risolte le tensioni si trasfonnano in odio verso gli altri e se stessi, depressione, ira, inefficienza e isolamento (Proverbi 17:1; 1Re 21:4; Giona 4:3; 1Re 19:4);
• La “ruminazione mentale”: (Proverbi 17:9; Filippesi 4:8; 3:13; 1Corinzi 2:16).
    E. LA POSOLOGIA
Quante volte…? (Matteo 18:21-22; Luca 17:3,4).
    F. GLI EFFETTI
1. Desiderati: Serenità ritrovata, pace, gioia, perdono ricevuto perché dato (Genesi 33:1,4; Matteo 6:14; Marco 11:25; Luca 6:37; Matteo 6:15; Giacomo 2:13).
2. Indesiderati: “E se dopo aver perdonato, l’altra parte approfitta del mio perdono convincendosi di poter continuare a fare quel che vuole senza conseguenze?”
Cosa fare allora? Dobbiamo essere semplici ma prudenti (Matteo 10:16), rimetterci nelle braccia del Signore. “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Luca 23:34; Matteo 5:44; 1Corinzi 6:7,8; Proverbi 19:11; Romani 12:14). Il Signore ci aiuterà. Quanto a noi dobbiamo essere sereni mentre aspettiamo il Signore. Se saremo maledetti, noi benediremo, se riceveremo oltraggi, noi non lo faremo ma ci rimetteremo con serenità nelle mani di Colui che giudica giustamente (1 Pietro 2:22,23).
    CONCLUSIONE
Fin da piccoli ci hanno sempre detto che bisogna perdonare. Poi ci siamo convertiti e abbiamo gustato la gioia del perdono. Ma dobbiamo ammetterlo, pur avendolo ricevuto, tante volte è difficile darlo. È difficile, ma non impossibile. Col Suo aiuto certamente ce la possiamo fare. Ed alla stessa maniera del perdono “ricevuto”, anche il perdono “dato”, ci guarirà! (Salmo 103:3).

 
“Guariscimi, o Eterno, e sarò guarito; salvami e sarò salvo;
poiché Tu sei la mia lode”
(Geremia 17:14)
 
   
Vincenzo Labate

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