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Nei primi versetti della Genesi ove si parla di Noè, lo Spirito Santo ce lo presenta come un uomo giusto, integro ai suoi tempi e che camminò con Dio, e il Signore non sbaglia. A noi, Dio, come ci vede?
    IL CONTESTO STORICO DI NOÈ (Genesi 6:1-7, 11-13)
La società in cui viveva Noè sarà paragonata da Gesù a quella degli ultimi tempi, prima della Sua seconda venuta (Matteo 24:36-39; Luca 17:26, 27). Con tre aggettivi viene descritta la società di allora: malvagia (v. 5, “la malvagità era grande e il cuore dell’uomo concepiva disegni malvagi”!), corrotta (v. 11, 12),  violenta (v. 11, 13, “piena di violenza”.)
Malvagità: l’essere malvagio, perverso, inclinato o determinato al male!
Malvagio: è colui che opera il male compiacendosene o restando indifferente alle conseguenze che esso provoca (Efesini 5:15, 16).
Corruzione, da corrompere: deteriorare, sottoporre a deterioramento, rendere putrido se riferito a sostanze organiche. Deteriorare nell’integrità morale, nel costume e nel comportamento, con cattivi esempi o incitamento al vizio.
Violenza: indica una delle tendenze istintive dell’uomo, che nella forza bruta, nella prepotenza, nel dominio del più forte piega ed offende il più debole.
La società in cui viviamo è piena di violenza e negli ultimi anni possiamo assistere a questo fenomeno sempre di più dilagante.
Si può essere aggressivi, violenti, perché frustrati, per dimostrare il proprio valore, per affermare sé stessi, si può diventare violenti verso chi disapprova un proprio modo di fare, una scelta o altro ancora. Si può essere violenti quando dentro si cova rancore, ira, persino un’offesa insignificante potrebbe innescare in alcuni violenza… C’è violenza in tutti gli ambienti… C’è una violenza verbale, psicologica (2 Timoteo 3:1-5).  La Scrittura ci insegna che il servo di Dio non deve essere violento, ma in generale chi è convertito non è violento (1 Timoteo 1:13; 3:3; Tito 1:7; Matteo 11:29). La Parola di Dio ci esorta a stare anche “alla larga” dall’uomo violento (Proverbi 22:24), perché potrebbe trascinare anche noi per una via non buona! (Proverbi 16:29)
Dio creò l’uomo secondo un suo disegno benevolo, a Sua immagine e somiglianza, ma l’uomo risulta essere capace solo di concepire il male! In quella generazione corrotta, perversa, ove la malvagità era grande e piena di violenza, il Signore trova un uomo che è in netto contrasto con quella società!
Possiamo affermare con un termine attuale che Noè era un «anticonformista». L’anticonformista è colui che rifiuta delle idee e delle abitudini predominanti nella propria società o nella propria epoca. L’anticonformista è colui che non si conforma alla società in cui vive (Romani 12:1, 2). Il contrario di «anticonformista» è «conformista»: colui che si adegua, per mancanza di forza morale, o per pigrizia, a idee o comportamenti altrui!
Conformismo: adattamento, accondiscendenza, rassegnazione, accettazione passiva. Il termine conformismo indica una “tendenza a conformarsi a opinioni, usi e comportamenti già definiti in precedenza e politicamente o socialmente prevalenti”.
Conformare significa adattare, adeguare, uniformare, accordare, rendere conforme, formare, plasmare, modellare… Si forma qualcosa all’immagine di chi la lavora, di chi la forma… La società vuole formare gli uomini a modo suo!
    Noè fu un uomo “anticonformista” perché:
  1.
Timorato di Dio, quindi non si faceva schematizzare dalla società vigente (Ebrei 11:7); aveva la forza di andare controcorrente, aveva una personalità propria, una propria identità, egli amava Dio, era presente in lui un santo timore per Dio e questo lo teneva lontano dal peccato, dal male (Proverbi 8:13; Giobbe 28:28; Salmo 97:10 a). Il Signore richiede anche da noi la stessa cosa nella generazione in cui viviamo (Filippesi 2:15; 1Pietro 1:16, 17). Noè era timorato di Dio prima e dopo aver ricevuto le istruzioni riguardo all’arca da realizzare!
  2.
Fu un uomo anticonformista perché giusto (v. 9a; cap. 7:1); mentre la società di allora è presumibile che agiva nell’ingiustizia, Noè era un uomo giusto, cioè si comportava in maniera conforme ai principi di rettitudine. Aveva un forte giudizio morale e agiva secondo le regole stabilite da Dio, opposta alla vita disordinata dei suoi contemporanei. Si comportava con rettitudine davanti a Dio e davanti agli uomini (Romani 1:18, 29; 2:8; Apocalisse 22:11). Noè riceve l’appellativo di “predicatore di giustizia” (2 Pietro 2:5). Noè sicuramente predicava ai suoi contemporanei con la vita pura, con la sua predicazione verbale avvertendo la popolazione di cosa Dio avrebbe compiuto e con la costruzione dell’arca!
  3.
Fu un uomo anticonformista perché integro (v. 9a); in contrasto con la società corrotta, violenta, malvagia è detto di Noè che era un uomo integro, senza macchia morale, moralmente integro.
Integrità è la condizione di ciò che è integro. La pienezza, la completezza propria di ciò che non ha subito danni o menomazioni. In senso morale è la probità (cioè la correttezza, la lealtà, la rettitudine, l’onestà), la rettitudine propria di chi non si lascia piegare ai compromessi. Integro, propriamente «non toccato». Significa anche esente da disonestà e corruzione.
L’uomo fu creato da Dio integro (Genesi 1:26, 27), fu posto in un ambiente integro, incontaminato (Genesi 2:8). Qualcuno ha detto che “rimanere integro richiede forza, coraggio per non scendere a compromessi ma tutto ciò si tramuta in maggior solidità”! In alcuni ambiti lavorativi c’è il controllo di integrità, ossia per mezzo di un accurato controllo si verifica se un prodotto è originale, integro, oppure contraffatto, manipolato. Il Signore ci verifica, ci controlla, ci mette alla prova, come siamo? Siamo integri oppure contraffatti? Ci siamo compromessi?
Nella nostra società il Signore ricerca uomini e donne integre, che agiscono secondo la Parola del Signore!
  4.
Fu un uomo anticonformista perché in comunione con Dio (v. 9b; 13-21; 7:1 e seg. 8: 15, 16 e seg.; cap. 9:1, 8, 9…, 12, 17);
Comunione: condividere gli stessi ideali, intenti e sentimenti, anche comunicare. Iddio fin dal principio che creò l’uomo desiderava avere comunione con lui (Genesi 3:8), ma il peccato, la disubbidienza, spezzò questa comunione con Dio (Gen. 3:11-19). Nonostante il peccato fosse entrato nel mondo ci furono uomini, servi di Dio che seppero mantenere costante la comunione con Dio: Enoc, Noè, Mosè (Es 33:11), fino a Gesù Cristo il figlio di Dio che è l’esempio perfetto di una comunione costante col Padre. Senza comunione con Dio e il suo figliuolo Gesù Cristo non c’è vita (1 Giovanni 5:12).
Dio parla con Noè e gli espone il Suo piano, i Suoi progetti (Giovanni 15:15); Noè è attento alla voce del Signore, non è distratto, è sensibile alla Sua voce, la riconosce (Giovanni 10:3, 4, 27). La comunione con Dio va ricercata, desiderata, coltivata, alimentata e custodita! Tante cose e persone possono far sì che la comunione con Dio venga interrotta (Salmo 53:2; Giobbe 35:9-11; Romani 3:12).
Oggi come sempre il Signore è alla ricerca di uomini e donne che sappiano stare in comunione con Lui, e che amano stare in comunione con Lui (Ezechiele 22:30; Matteo 26:40).
  5.
Fu un uomo anticonformista perché ubbidiente (Genesi 6:22; 7:5; Giovanni 15:14;13:17; Matteo 7:21; 1Samuele 15:22, 23); Noè fece tutto quello che Dio gli aveva comandato! La sua fu una ubbidienza integrale, se vogliamo essere approvati da Dio dobbiamo ubbidire integralmente alla Sua Parola!
  6.
Fu un uomo anticonformista perché un uomo di fede; egli si fida di Dio, anche se gli chiede qualcosa che lo avrebbe messo in una condizione di scherno rispetto agli uomini della sua generazione. Quando si agisce per fede le persone intorno facilmente ci potranno deridere, ci scherniranno, si faranno beffe di noi, perché la fede è in contrasto con la logica umana (1 Corinzi 2:14). La fede ci porta a prendere decisioni che per chi non conosce il Signore sembrano pazzia, pura follia, ma quando è il Signore a parlare, a comandare, l’uomo deve ubbidire e la fede ci spinge a fare, ad agire! La tua vita com’è oggi? Stai agendo per fede oppure con la logica, con la ragione? Gesù dirà: «Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?» (Luca 18:8 b). Noè non dubita, Noè agisce per fede (Ebrei 11:7; Giacomo 1:6-8). Noè era circondato da una generazione incredula, indifferente, ma lui è un uomo di fede, crede alla Parola di Dio, prende sul serio la Sua Parola.
  7.
Fu un uomo anticonformista perché costante e fedele (Proverbi 20:6); non significa che non ci saranno ostacoli, Noè gli ostacoli li ebbe, ma continuò a portare a termine il compito che Dio gli affidò.
Gli ostacoli ci saranno, ci possono essere, ma il figlio di Dio non si deve far fermare dagli ostacoli, ma deve continuare a perseverare (Salmo 78:8; Matteo 10:22; Ebrei 10:36; 12:1, 2).
  8.
Fu un uomo anticonformista perché seppe coinvolgere la propria famiglia nel servizio (Genesi 7:7); quanti genitori oggi non hanno tempo per i figli e non trasmettono loro la Parola di Dio, perché essi stessi non la vivono! Noè fu un trascinatore, seppe trasmettere fede, amore per il Signore, servizio, abnegazione, dedizione… Noè impiegò 120 anni alla realizzazione dell’arca, lunga 150 metri, larga 25 e alta 15! Immaginiamo quanto lavoro, quanta fatica, impegno e materiale. La fede porta a fare cose incredibili, ma salvò la sua famiglia dalla catastrofe!
  9.
Fu un uomo anticonformista, perché sapeva adorare Dio (Genesi 8:20, 21); Noè offrì sacrifici al Signore in segno di adorazione e di gratitudine.

Un uomo così “trovò grazia agli occhi del Signore” (Genesi 6:8)! Per la prima volta troviamo nella Bibbia il termine “grazia”, Noè ottenne il favore di Dio!
Vuoi ricevere il favore divino?
Vuoi essere approvato da Dio? Non ti conformare a questo mondo, ma sii trasformato mediante il rinnovamento della tua mente… (Romani 12:1, 2).

     
Pasquale Puopolo
 
San Nicandro (FG), Raduno provinciale, 20-04-2013
 


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