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Questo grande re Asa ci rivela che la fedeltà, la ricerca di Dio e l’ubbidienza producono successo e prosperità, mentre l’incredulità e la disubbidienza producono fallimento e disastri. La sua esperienza continua ad essere un richiamo a rimanere fedeli a Dio.
Reformation under Asa
Aveva una conoscenza personale di Dio (2Cr 14:1) “Asa fece ciò che è retto e buono agli occhi del Signore, suo Dio”. Il suo rapporto con Dio era legato al fatto di agire sotto lo sguardo del suo Dio. Ci sono coloro che lo fanno per gli uomini ma Asa ciò che faceva lo faceva per il suo Dio. Soltanto chi conosce profondamente Dio agisce rettamente.

Cercò la santificazione: (2Cr 14:2-4) “Tolse via gli dèi stranieri, e gli alti luoghi, spezzò le statue, abbatté gl’idoli di Astarte. Ordinò a Giuda di cercare il Signore Dio dei suoi padri, e di mettere in pratica la Sua legge e i suoi comandamenti”.
Quando Asa salì al trono verso i venti anni di età, era determinato nell’essere aderente alla vecchia fede, e un oppositore severo dell’immoralità, l’idolatria e il paganesimo che erano stati tollerati e promossi dai tre sovrani che lo avevano preceduto.
Cercare o ricercare indica un interesse profondo verso qualcuno o qualcosa, non un modo superficiale di interessarsi, ma piuttosto un’attitudine sincera. Richiede la partecipazione della nostra mente (Sal 14:2) “Il Signore ha guardato dal cielo i figli degli uomini per vedere se vi è una persona intelligente che ricerchi Dio” e dei nostri sentimenti (Sal 119:10) “Ti ho cercato con tutto il mio cuore…”; (Ger 29:13) “Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore”:
”cercare il Signore Dio dei suoi padri” in pratica come i nostri padri, anche noi dobbiamo fare la loro stessa esperienza.
Egli è il Dio dei nostri padri, il quale ha preso cura del Suo popolo nei secoli.
Asa affermava: “Dio è il nostro Dio”, ma anche “il Dio dei nostri padri”. Il suo esercito era una minoranza dinanzi a quello di Zera l’Etiope (Asa: 580mila; Zera: 1 milione) ma la fiducia di Asa nel suo Dio gli fece ottenere la vittoria.

Ottenne la pace: (2Cr 14:5) “Il paese era tranquillo, e in quegli anni non c’era nessuna guerra contro di lui, perché il Signore gli aveva dato riposo”.

Ma nonostante questo egli fece una protezione: (2Cr 14:6,7) “costruì città fortificate in Giuda… Egli diceva agli abitanti di Giuda: Costruiam oqueste città, e circondiamole di mura, di torri, di porte, e di sbarre”.
Asa's Good Reign

Asa nel periodo di prova ottenne la vittoria, perché pregava a Dio. (2Cr 14:10) ci indica:
  • Una preghiera di fede: “Signore, per te non c’è diffèrenza tra il dare soccorso a chi è in gran numero, e di darlo a chi è senza forza”;
  • Una preghiera incisiva: “soccorrici Signore, nostro Dio”;
  • Una preghiera definita: “Poiché su di te noi ci appoggiamo e nel tuo nome siamo venuti contro questa moltitudine, non vinca l’uomo contro dite”.
  • Dio rispose alla preghiera di Asa. Egli combatté per loro e mise in fuga i nemici (2Cr 14:11) “E il Signore sconfisse gli etiopi davanti ad Asa e davanti a Giuda, e gli etiopi si diedero alla fuga”.
    King Asa w army
    Asa collaborò nella vittoria. Dio compie i miracoli e noi non possiamo restare spettatori. Asa inseguì i nemici e li distrusse. Non pensò che quella vittoria fosse sua ma di Dio “davanti al Signore e al suo esercito” (2Cr 14:12). Non si accontentò della vittoria: “Portarono via un immenso bottino” (2Cr 14:12) e continuarono a conquistare le città vicine, “perché lo spavento del Signore si era impadronito d’esse” (2Cr 14:13).

    Asa istruito dalla parola di Dio
    Il suo cuore gli aveva dettato buoni sentimenti ma non bastavano, occorreva il consiglio della Parola di Dio (2Cr 15:1) “Allora lo Spirito di Dio si impadronì di Azaria… il quale uscì ad incontrare Asa”.
    Un messaggio con un appello (2Cr 15:2) “Asa e voi tutti di Giuda ascoltate… il Signore è con voi, quando voi siete con Lui; se lo cercate, egli si farà trovare da voi; ma se lo abbandonate, egli vi abbandonerà”).
    È una parola che ricorda la storia dei loro padri, (2Cr 15:3-7). Occorre ripetere, ricordare, sottolineare. Un popolo ed un credente che non sono istruiti ai quali non si sottolineano certe verità, perdono di vista i principi fondamentali che ha prodotto il Risveglio. Questi principi sono semplici, comprensibili, basta ripeterli:
  • Israele era stato nei guai (2Cr 15:3): infelice perché era senza Dio, indifferente perché senza guida nell’adorazione, ignorante perché senza istruzione e senza legge della Parola.
  • Israele è tornato a Dio (2Cr 15:4): Si è convertito; Ha cercato il Signore; Lo ha trovato.
  • Israele è diverso da tutti i popoli (2Cr 15:5-7) “in quel tempo, non c’era pace né per chi andava né per chi veniva, perché fra tutti gli abitanti dei vari paesi c’erano grandi agitazioni, ed essi erano schiacciati, nazione da nazione, e città da città; poiché Dio li agitava con ogni sorta di tribolazioni. Ma voi, siate forti, non vi lasciate indebolire le braccia, perché la vostra opera avrà la sua ricompensa”.

  • I popoli sono:
  • Senza pace;
  • in agitazione;
  • schiacciati;
  • agitati;
  • tribolati.

  • Il popolo di Dio è:
  • forte;
  • persistente;
  • premiato.

  • Il risultato. Quelle lezioni della storia passata occorrono per spingere il popolo di Dio verso la maturità. La lezione è semplice, comprensibile e di grande efficacia, Infatti Asa:
  • Prese coraggio (2Cr 15:8);
  • Fece Sparire le abominazioni (2Cr 15:8);
  • Ristabilì l’altare del Signore (2Cr 15:11);
  • Offersero quanto avevano conquistato (2Cr 15:11);
  • Fecero un patto di fedeltà a Dio (2Cr 15:12);
  • Fecero gran festa e si rallegrarono (2Cr 15:14,15);
  • Furono imparziali verso gli idolatri (2Cr 15:13,16).

  • Quello che il mondo gli propinò ad Asa. Il cap. 2Cr 16:1 rivela che dopo circa trentasei anni di regno, il re d’Israele gli mosse guerra. Dopo anni di regno di pace, fu assalito da Baasa che aveva occupato e fortificato una sua città.
    Asa non era più abituato al pensiero che esisteva un nemico. Asa non si rivolse al Signore come all’inizio del suo regno, ma prese un’altra iniziativa. Prese l’oro e l’argento che aveva portato nella casa del Signore (2Cr 15:18) e lo mandò al re di Siria Ben-Adad, dicendo: “Ci sia alleanza fra te e me, come vi fu tra mio padre e tuo padre” (2Cr 16:3). Il suo cuore gli aveva dettato cose giuste, la Parola di Dio l’aveva confermate, ma c’è anche la voce più attraente, quella del mondo, talvolta più efficace ed astuta.
    Purtroppo non siamo mai al sicuro finché siamo quaggiù. Asa aveva anche dimenticato la lezione della storia. Certo quello del padre di Asa, Abiia, non era stato un esempio da seguire. Infatti fino allora non aveva mai seguito l’esempio del padre debole ed inutile. Ma questa sua iniziativa fu il principio della sua decadenza. Il nemico fu vinto, sospese i lavori di fortificazione della città conquistata ed Asa costruì altre due città col materiale conquistato.
    Dio parlò ad Asa una seconda volta. Attraverso un altro profeta, Hanani, ricordandogli un altro aspetto della storia, non l’alleanza del padre, ma la sua alleanza con Dio e la liberazione miracolosa dagli Etiopi. Dio può avere ancora controllo della situazione, se è invocato (2Cr 16:7-9). Il risultato del suo sviamento:
  • Da saggio diventa insensato (2Cr 16:10);
  • Non accetta la riprensione e non si umilia (2Cr 16:10);
  • Sarà sempre in guerra con se stesso e con gli altri (2Cr 16:9);
  • S’indignerà contro il profeta, ribellandosi (2Cr 16:10);
  • Lo metterà in prigione (2Cr 16:10);
  • Diventerà crudele (2Cr 16:10);
  • Malato non ricorrerà al Signore ma ai medici (2Cr 16:12).
  • Asa confronted by Hanani
    Asa era stato un uomo forte in Dio, ma fu tradito dalla debolezza.
    Il segreto della sua forza era stata la fiducia nel Signore, se avesse continuato a fondarsi su Dio non avrebbe deteriorato la sua condizione spirituale. Quanto abbiamo imparato all’inizio della nostra esperienza cristiana continui ad essere il segreto della nostra vita vittoriosa.
    È triste e penosa la descrizione degli ultimi anni di Asa e serva come monito ed esortazione per noi e per i cristiani di tutti i tempi perché ogni giorno è sempre “il tempo di cercare il Signore”.


      Lorenzo De Fano
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