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06 Gennaio 2012
 
Studio Biblico

Una Buona Dottrina

“Perché io vi do una buona dottrina, non abbandonate il mio insegnamento”. Proverbi 4:2
    Introduzione
Il versetto oggetto del nostro studio rivela una verità che ci riguarda molto da vicino, difatti possiamo dire anche noi, di aver ereditato “una buona dottrina” e dev’essere al presente nostra cura non abbandonare gli insegnamenti che ci sono stati trasmessi da chi ci ha preceduto nella fede (Giuda 3).
    Il significato del termine
Il termine dottrina ne traduce due dal greco: “didaskalia” e “didachè”. Il primo termine viene utilizzato nel senso di ammaestramento (Romani 15:4), lo troviamo in modo particolare nelle epistole pastorali (2Timoteo 3:16; Tito 2:10). Il secondo termine è molto più comune in relazione con l’insegnamento di Gesù (Matteo 7:28; 22:33; Marco 1:21-22,27; 4:2; 11:18; 12:38). Se ne deduce che la dottrina è l’insegnamento Scritturale nella sua interezza (2Timoteo 3:16-17).
    1. La dottrina dev’essere buona 1Timoteo 4:6
Un cibo buono fa bene al corpo, un cibo avariato produce malessere e in senso spirituale accade l’identica cosa. L’apostolo Paolo raccomanda a Timoteo di nutrirsi “… con le parole della fede e della buona dottrina che hai imparata” Il termine “buona” significa: ciò che influenza la mente in modo buono, confortante e conformante (Romani 12:2; Efesini 4:21-24; 2Tessalonicesi 2:1-2), se ci nutriamo della buona dottrina cresceremo bene spiritualmente.
    2. La dottrina dev’essere sana 1Timoteo 1:10
Nella Scrittura troviamo più volte l’aggettivo “SANA” in relazione alla dottrina e qui significa: cristiani le cui opinioni sono libere da qualsiasi errore. Mantenere una dottrina sana è una parte di vitale importanza nella vita cristiana, non dev’essere trascurata, infatti, attraverso questa espressione possiamo ben comprendere che l’insegnamento dottrinale può essere “sano”, e tale è, solo se conforme alla Scrittura, ma può anche essere alterato, quindi è bene che vegliamo a tal proposito (cfr. Galati 2:4-5; Efesini 4:14; 2Pietro 2:1; 3:17). La Scrittura ci fa notare che si arriverà al punto che:
  1. Non si sopporterà più la “Sana dottrina” (2Timoteo 4:1-5);
  2. Alcuni apostateranno dalla fede perché influenzati da dottrine di demoni (1Timoteo 4:1), ossia dottrine che insegnano i demoni;
  3. Ci saranno dei sovvertitori, gente che sconvolge la dottrina (2Timoteo 2:17-18; 4:14-15; Tito 1:11).
    3. La dottrina. dev’essere conforme a pietà 1Timoteo 6:3
La prima cosa che rivela questo versetto è l’esistenza di persone che insegnano una dottrina diversa non attenendosi all’insegnamento di Gesù e quindi alla dottrina biblica. Il termine “attenersi” rivela un’azione volontaria che consiste nel rifiuto intenzionale della dottrina, ci sono persone che a priori rifiutano di confrontarsi e quindi conoscere la vera dottrina (cfr. Giovanni 7:16-17). Il significato del termine pietà è: guardare a Dio ed essere come Lui, quindi una dottrina che è conforme a pietà suscita nella vita del credente la santità di Dio (1Pietro 1:13-16).
    4. La dottrina biblica stabilisce l’etica cristiana
La dottrina biblica stabilisce l’etica cristiana, cioè la condotta che il credente deve mantenere nella vita privata, sociale e poi anche comunitaria. Per mezzo dell’insegnamento dottrinale il credente comprende il comportamento che si addice a chi fa professione di fede (1Timoteo 2:9-10; 1Corinzi 6:19-20). Spesso si tralascia l’aspetto pratico nella vita del credente, in nome di una presunta libertà: l’etica cristiana derivante dalla dottrina biblica stabilisce come fare uso della libertà (Galati 5:13-15). La dottrina c’insegna a vivere non solo in pubblico, ma anche nel privato, ci dice anche come dobbiamo relazionarci con gli altri (1Timoteo 1:8-11; 6:1-2; Tito 2:1-10).
    5. Bisogna Perseverare Nella Dottrina Di Cristo
Spesso si sente parlare in seno alle chiese della necessità di un rinnovamento, si parla di emancipazione, un modo di pensare e di agire che per forza di cose chiama in causa la “dottrina”, perché non si può dare inizio ad un processo di modernizzazione, o di emancipazione, se non si va oltre quella che è la “dottrina di Cristo”. La domanda a questo punto è lecita: è giusto andare oltre quella che è la “dottrina di Cristo”? Quali conseguenze ci sono quando questo avviene? Che cosa dice la Scrittura a tal proposito?
  1. Non andare oltre la dottrina di Cristo (2Giovanni 9): il termine “oltre” è qui utilizzato in senso negativo è significa: andare più lontano di quello che è giusto o proprio, usando un’espressione biblica significa “spostare i confini antichi” (Proverbi 22:28). I confini antichi si spostano quando si comincia a vivere nella chiesa conformandosi al mondo, questo modo di fare però risulta incompatibile con quella che è la realtà della dottrina di Cristo, perché non si può vivere da cristiano seguendo l’andazzo di questo mondo (Giacomo 4:4; 1Giovanni 2:15-17; 3:1; 4:1-6). Chi non va oltre la “dottrina di Cristo” di conseguenza dimora in Cristo.
  2. Dimorare nella dottrina di Cristo (2Giovanni 9): Il termine “dimorare” descrive lo stato o la condizione del credente il quale, dimorando nella dottrina di Cristo, non diviene un altro, ma continua ad essere e ad assomigliare a Gesù Cristo, (cfr. Romani 8:29; 2Corinzi 3:18; 1Giovanni 5:18-21). Chi dimora nella “dottrina di Cristo” acquisisce nel tempo uno stile di vita che è quello di Cristo, non può avvenire il contrario se si dimora nella dottrina di Cristo (2Pietro 3:17-18; Tito 2:11-14).
Ogni scelta ha le sue conseguenze e la Scrittura in modo chiaro rivela quelle che sono le conseguenze quando si va oltre la dottrina di Cristo (2Giovanni 9); non si può parlare di comunione con Dio se non si vive la “dottrina di Cristo”.
    6. Come rapportarsi con chi non vive la dottrina di Cristo
La Scrittura non lascia nel dubbio in merito al come ci si deve rapportare con chi non vive la dottrina biblica (2Giovanni 10-11), questi versetti rivelano il comportamento che ogni credente deve avere rispetto a chi vive in contrasto con la “dottrina di Cristo”: bisogna allontanarsi da tali persone, non bisogna avere nessuna relazione (Romani 16:17; 2Timoteo 3:5 — fuggi costantemente — Apocalisse 2:19-25).
    Conclusione
Che il nostro Signore ci aiuti a non andare oltre la dottrina di Cristo, ma al contrario “…a combattere strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi” Giuda 3.

Cristhian Santoro





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