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Una conversione necessaria

PREMESSA: IL MONDO NON “può” CAMBIARE, LE PERSONE sì
“Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno. Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre. […] Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno. Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. […] E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1 Giovanni 2:13-17).
Riguardo al “mondo”, la visione della Scrittura non può essere fraintesa. Nonostante il progresso culturale, scientifico e tecnologico il mondo non potrà che andare di “male in peggio”. Qual è l’unica soluzione per evitare di condividere “il destino del mondo”? La Nuova Nascita, la conversione.
Non dimentichiamo che l’annuncio del Vangelo contempla sempre un giudizio da scampare mediante un sincero ravvedimento, una profonda conversione, una diversa prospettiva (cfr. 1 Tessalonicesi 1:9, 10). È sempre stato così: Giovanni Battista (Matteo 3:2), Gesù (Matteo 4:17), Pietro (Atti 2:38; 3:19), Paolo (Atti 17:30, 31; 26:16-20).

I. LA CONVERSIONE NECESSARIA: Bisogna…!
Il fatto che la “necessità” della rigenerazione sia stata introdotta in maniera così netta proprio nel colloquio con Nicodemo non è casuale. Egli era un uomo formato sulle Scritture, devoto, religioso e sicuramente ben disposto nei confronti del Signore. Al di là delle ragioni che lo indussero ad andare da Gesù di notte (paura, vergogna, urgenza, desiderio di intimità), Nicodemo non voleva contrastarLo, ma ascoltarLo, capire meglio, forse cercare di aderire alla Sua dottrina.
  1. Una necessità assoluta. La morte è morte, nessun dubbio (cfr. Efesini 2:1). Uno dei problemi con la necessità della conversione è quello di “convincere” che questa sia necessaria per tutti (non esistono nati “nella fede” o “nella grazia” o “nella Chiesa”). Gesù riportò in vita tre persone durante il Suo ministerio: una bambina morta da pochi minuti, un giovane morto da ore e un uomo morto da giorni…, qualche dubbio che fossero morti? I loro corpi erano a un diverso stadio di “corruzione”, ma erano definitivamente, irrimediabilmente, assolutamente… morti!
  2. Necessaria per realizzare il piano del Creatore. Senza una vera conversione, qualunque sia la qualità della vita (il Vangelo non è solo per i diseredati, i sofferenti, i depressi…), l’uomo è destinato a vivere un’esistenza incompiuta, fallita, triste (cfr. Efesini 2:11-12; Salmo 32).
  3. Necessaria per evitare la perdizione. Senza una vera e propria conversione che devii il suo cammino, per l’uomo non c’è che un solo, naturale, irrimediabile sbocco: la perdizione (Matteo 7:13, 14).
II. LA CONVERSIONE POSSIBILE: «Come possono avvenire queste cose?»
Prima di continuare chiariamo un punto: tutto quello che il Vangelo ordina come “necessario” (bisogna), ce lo presenta, per la grazia di Dio, come “possibile” (mediante la fede). Nel piano della Redenzione ci sono tante cose che sono necessarie, indispensabili: la pienezza, la santificazione, la missione (Testimonianza, Diaconato, Ministero…). Ebbene per la grazia di Dio tutto è possibile. Per chi crede.
  1. Questa possibilità è “la” Buona Notizia (cfr. Geremia 13:23 e Romani 7:18 con Romani 8:3 e 2 Corinzi 5:16-18). L’uomo è assolutamente incapace di raddrizzarsi. La conversione non è “mettere la testa a posto”. Non è il risultato di sforzi. Chi prova a salvarsi da solo “seguendo le regole della Bibbia” non fa che aumentare la propria miseria, complicare la propria vita (e quella di altri), anticipare la propria dannazione. Questo è un problema soprattutto - ma non solo - per chi cresce e vive in ambito religioso.
  2. Questa possibilità è data dall’iniziativa di Dio. Se Dio avesse deciso di abbandonarci a noi stessi, non vi sarebbe alcuna possibilità di conversione. Essa è stata resa possibile dall’amore, dalla misericordia e dalla grazia di Dio (Efesini 2:4; Tito 4:7), che hanno prodotto la redenzione mediante il sacrificio di Cristo (Romani 5:8), la quale possiamo realizzare mediante l’annuncio del Vangelo e l’opera di convinzione dello Spirito Santo (Romani 10:14-17).
  3. Questa possibilità implica la fede, non esclude l’ubbidienza (cfr. Romani 10:11-13; Ebrei 10:39-11:7). Abele, Enoc e Noè sono esempi di “fede antidiluviana”, fede semplice e pratica, ma che ha onorato Dio, realmente. Fede e grazia non escludono la sottomissione volontaria, l’obbedienza concreta, il servizio coerente. Anzi (cfr. Atti 26:20).
III. LA CONVERSIONE REALISTICA:
Affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
Con “realistica” intendiamo il contrario di astratta, teorica, utopistica. Per molti una vita cristiana seria è diventata come la dieta dimagrante che inizia ogni lunedì. Ogni domenica mi converto, ogni lunedì mi metto a dieta. Che pena! In che senso la conversione biblica è realistica?
  1. Nel fatto in sé: una vita nuova, un nuovo inizio, un cammino diverso in Cristo, sono avverabili nella vita reale (2 Corinzi 5:16-18). Non solo nei luoghi di culto o in occasione di “eventi” religioso-spirituali ma in famiglia, a scuola, sul lavoro, per strada (su Internet???), da soli o in compagnia. Esistono delle promesse per chiunque crede, e per i giovani in particolare (cfr. Giovanni 7:37-39; 1 Giovanni 2:12-14).
  2. Nell’evidenza (testimonianza). (Cfr. Marco 5:15, 19, 20). Un giovane convertito è un individuo che cambia, su tutta la linea: pensieri e sentimenti, parole e azioni, abbigliamento e portamento, amicizie e frequentazioni, ambizioni e motivazioni … diventano evidentemente differenti. Normali, non eccezionali; naturali, non artificiali; discreti, non ostentati. Cristiano! Può bastare? (cfr. Atti 11:26).
  3. Nella durata nel tempo (costanza). Un padre spirituale prega così: “O SIGNORE… mantieni per sempre nel cuore del tuo popolo queste disposizioni, questi pensieri, e rendi saldo il suo cuore in te” (1 Cronache 29:18). Cari giovani, molti (genitori, pastori, monitori) non riescono a fidarsi del fatto che voi siate costanti. Spesso nemmeno voi ci credete. Con l’aiuto di Dio potete vincere le “leggi della fisica” (Salmo 84:7). Credeteci.
  4. Nell’avanzamento (crescita). Enoc camminò con Dio. Vecchia storia, verità senza età: il convertito può cadere, inciampare, raffreddarsi, andare a zig zag… ma deve avanzare. E può farlo, per la grazia di Dio. Può farlo e deve farlo, bisogna crederci (Ebrei 10:23-25).
  5. Nella perseveranza (speranza) (cfr. Salmo 73:23-26). Nella storia dell’umanità è capitato (e capita) che materie prime come il petrolio, l’uranio, le terre rare (per citarne alcuni) a causa del loro utilizzo intensivo in una data congiuntura siano diventate preziose come (e, in un certo senso, di più) i metalli nobili classici come oro, platino e argento. Che cosa c’entra con il nostro discorso? Noi viviamo in un’epoca che ha perso quasi completamente la speranza. C’è un estesissimo “mercato” pronto a ricevere la vera speranza, perché sono tantissimi quelli che non sanno più in chi o in che cosa sperare; molti di loro sono giovani. Voi siete giovani, avete la possibilità, la gioia e la responsabilità di sperare (cfr. Colossesi 1:27).
Perciò, per quanto il mondo sia cambiato o peggiorato, non sono cambiate le esigenze divine né le opportunità di grazia per l’umanità e soprattutto per quelli che sono in Cristo Gesù. Sembrerà semplicistico, ma la verità è questa. Reale o virtuale che sia il mondo in cui agiamo, la grazia di Dio è sufficiente… ed esige sempre le stesse cose: ci insegna a rinunziare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. Egli ha dato sé stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone (Tito 2:12-14).

 
ANIELLO ANGELO S. ESPOSITO
 
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