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    VOI SIETE UNA LETTERA DI CRISTO! 2 Corinzi 3:1,6
“Cominciamo forse di nuovo a raccomandare noi stessi? O abbiamo bisogno,
come alcuni, di lettere di raccomandazione presso di voi o da voi?”
2 Corinzi 3:1

Nell’opera del ministero, Paolo, pur essendo benedetto, non doveva scontrarsi soltanto con l’opposizione di quelli di fuori, ma anche con lo scoraggiamento che gli proveniva da quelli di dentro.

Era sottoposto a censura alcuni falsi fratelli mettevano in dubbio il suo apostolato e facevano di tutto per disonorarne la posizione e infangarne la reputazione.
Proprio a Corinto, dov’egli era stato strumento di grandi benedizioni, e quindi meritava d’essere trattato bene, proprio lì c’erano alcuni che sotto questo profilo lo stavano mettendo in gravi difficoltà.

I ministri devono essere tenuti in grande stima e devono essere amati:
        a motivo della loro opera (1 Tess. 5:13);
        a motivo del loro messaggio, che è degno di essere accettato.

L’apostolo Paolo era una figura carismatica molto influente, perciò molto invidiato, molto screditato, alcuni avevano da ridire perfino del suo ministero (1 Cor. 9:2).

Se per altri non sono apostolo lo sono almeno per voi
“Non siete voi l’opera mia nel Signore?”

Non ho forse edificato una chiesa, fra di voi, grazie alla benedizione di Cristo accordata alle mie fatiche?
Il suggello del mio apostolato siete voi, nel Signore.
    La migliore lettera di raccomandazioni… “voi”
Paolo fa cinque affermazioni che caratterizzano la lettera di raccomandazione vivente nei Corinti:

    1. Essi sono “una lettera di Cristo”.
Non si tratta solo di una lettera che “parla di Cristo”, ma di una lettera “scritta da Cristo” il quale, dunque, ne è l’Autore. (anche il diavolo scrive le sue lettere) ne mandò una ad Ezechia re di Giuda. (accusatore dei fratelli).

    2. Paolo ne è stato lo strumento: È stata scritta “mediante il nostro servizio”.

    3. Colui che ha scritto le righe è lo Spirito del Dio vivente e vero.

    4. La lettera è scritta su “cuori di carne” e non su tavolette di pietra o di cera.

    5. È una lettera manifesta, pubblica, palpabile, «conosciuta e letta da tutti gli uomini»

È, cioè, una lettera scritta in modo indelebile ed inequivocabilmente riconoscibile. Non è “un pezzo di carta” falsificabile e fittizio, di valore temporaneo.
    Lo Spirito Santo lascia delle tracce.
        Egli, infatti, (Io Spirito di Dio) aveva lasciato chiare tracce nella vita di quelle persone, chiare evidenze della Sua opera (1 Cor. 9:3)
        Egli aveva impresso la legge di Dio, affinché fosse praticata, non su supporti esterni (il che lasci,a spesso il tempo che trova), ma l’aveva impressa nella loro coscienza.
La missione dello Spirito è quella di formare in noi un’immagine di Cristo così veritiera e accurata, da coprire la coscienza delle persone. Atti 11:26 (Cristiani)
        Le nostre vite sono lettere scritte dallo Spirito Santo e mandate ad un mondo perduto.
    Noi siamo la busta che contiene un messaggio
        È grande e tremenda questa considerazione: lo Spirito del Dio vivente ha scritto di Sé nel nostro cuore.

        Che il Signore ci aiuti ad avere un cuore che sia come una “tavola liscia” sulla quale sia facile scrivere.

        Presenti amoci a Lui come un foglio bianco, dove ogni nostra posizione personale a Dio non gradita sia stata cancellata dalla “gomma di Cristo”, tramite l’effetto efficace del Suo sacrificio animato dal Suo infinito amore.

    — ... Non su tavole di pietra, [Mosè il “postino di Dio” scese dal monte con le tavole della legge e le spezzò]
    —     ma su tavole che sono cuori di carne. Geremia 31:33; Ezechiele 36:24,27.

E siamo letti continuamente da quelli che ci stanno attorno.
    Conclusione
Per un servo di Dio non ci può essere soddisfazione più grande del constatare il progresso dell’opera di Dio nei credenti.

Ma come facciamo esattamente a diventare le lettere di Dio al mondo?

    —     È solo per opera dello Spirito.

    —     Nel momento in cui siamo salvati, Io Spirito Santo imprime in noi l’immagine stessa di Gesù.

E continua a modellare quest’immagine in noi.

Ognuna è diversa dalle altre, ciascuna esprime il suo carattere già nell’esteriore, si presenta come un biglietto da visita al primo incontro. Se la giriamo, sul retro possiamo leggere il Mittente: Cristo Gesù.

Sì, perché siamo una lettera di Cristo e quindi apparteniamo a Lui.
 
Gaetano Maglione
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